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De Bruyne, due partite per spegnere la luce del Frosinone

Dopo la doppietta che aveva illuminato la vittoria sul Frosinone, il centrocampista belga è sparito contro Villarreal e Venezia, rigore sbagliato compreso: il sistema che Allegri aveva costruito su di lui si è inceppato proprio quando serviva di più.

De Bruyne con la maglia del SSC Napoli
De Bruyne con la maglia del SSC Napoli — Foto: store.sscnapoli.it

Sette giorni. È il tempo che è bastato per cancellare l'entusiasmo acceso da Kevin De Bruyne con la doppietta su rigore al Frosinone (29' e 94', nel 3-0 del 10 ottobre). Da quella notte al Maradona la luce si è spenta: a Villarreal il centrocampista belga si è perso nella ricerca di una posizione utile per far girare la squadra, nel 3-1 che ha aperto il Napoli a zero punti in Champions League. A Venezia, sabato, è arrivato un altro passivo pesante: il rigore calciato male al 68', respinto da Stankovic, che avrebbe potuto riportare il Napoli in parità nell'1-0 poi deciso da Adams al 49'.

Il contesto aggrava il quadro. Il Napoli ha perso cinque delle nove gare ufficiali giocate finora in stagione, e De Bruyne è stato indicato da più parti come architrave del sistema di gioco di Allegri, costruito anche per compensare la lunga lista di infortuni a centrocampo: Anguissa, Neres e Alisson Santos si sono rifatti male tutti entro pochi minuti dal rientro in campo, l'ultimo caso proprio sabato al Penzo. Chiedere agli straordinari, in termini di minutaggio e di posizione in campo, un giocatore arrivato un anno fa a Napoli per l'ultimo capitolo della sua carriera nel calcio che conta, ha un costo: e quel costo ora si vede anche nei sorrisi e nell'empatia con l'ambiente, non solo nelle giocate.

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Dietro le prestazioni in campo si muove anche una tensione nello spogliatoio. Dopo il primo tempo complicato di Villarreal sono volate parole tra De Bruyne e Allegri, derubricate dal direttore sportivo Giovanni Manna come «chiacchiere da bar». Alla vigilia di Venezia lo stesso Allegri aveva chiuso la questione: «Infastidito da De Bruyne? Assolutamente no, c'è stata un'incomprensione all'interno del campo, ma è finita lì. Kevin è un ragazzo intelligente e ha capito». De Bruyne non è tipo da musi lunghi, ma non ha mai avuto problemi a far valere il suo punto di vista: era successo anche con Antonio Conte, lo scorso anno, per una sostituzione non gradita, in una stagione già segnata da un infortunio grave che ne aveva limitato l'apporto.

Il calendario non lascia margine per smaltire la crisi con calma. Domani alle 21 al Maradona arriva il Bodø/Glimt in una partita da dentro o fuori per la zero in classifica Champions, con gli azzurri ancora a zero punti dopo le sconfitte con Arsenal e Villarreal; sabato 24 ottobre tocca alla Roma, per restare attaccati al treno quarto posto che resta l'obiettivo dichiarato della proprietà. Due impegni che pretendono il De Bruyne di una settimana fa, quello che parte da più indietro sul campo, non dà punti di riferimento agli avversari e taglia le difese con i passaggi col contagiri: non il centrocampista smarrito visto in Spagna e in Laguna.

Il Napoli, nono in classifica con 10 punti in 7 giornate e a nove dalla capolista Inter, non può permettersi che il suo faro resti spento. Il pallone, per natura, rotola: il rigore sbagliato con il Venezia poteva essere l'occasione per rimettere ordine nel rapporto con Allegri e nella fiducia della squadra, ma l'esecuzione svogliata e la risposta di Stankovic hanno complicato anche quello. Ora o mai più, da domani sera.

Fonte: Il Mattino Napoli

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