De Bruyne a mezzo servizio: il rigore di Venezia e il nodo da sciogliere
Il belga, doppietta al Frosinone il 10 ottobre, è sparito tra Villarreal e Venezia e a Venezia ha sbagliato il rigore del possibile pareggio. Intanto il Napoli arriva a Bodø/Glimt-domani con due sconfitte di fila alle spalle.

Il rigore parato da Stankovic al 68' è l'immagine che ci portiamo dietro da Venezia. De Bruyne l'ha calciato sull'1-0, con il Napoli che aveva già tirato 29 volte contro 9 e conquistato 12 angoli a zero: se entra, la partita cambia. Non è entrato, e il Penzo ha consegnato al Venezia di Nicola la prima vittoria della stagione, la quinta sconfitta del Napoli in nove gare ufficiali.
Il problema è che il Kevin visto col Frosinone, due gol dal dischetto al 29' e al 94' (il secondo su assist di Giovane), è durato una settimana. A Villarreal e a Venezia è stato un'altra cosa. E alla storia del rigore si è aggiunta quella dell'incomprensione in campo con la panchina, una indicazione di restringere il raggio d'azione non seguita, che Allegri ha liquidato alla vigilia: «Infastidito da De Bruyne? Assolutamente no [...] c'è stata un'incomprensione all'interno del campo, ma è finita lì. Kevin è un ragazzo intelligente e ha capito».
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Noi la domanda scomoda la facciamo: ha senso tenere un giocatore del suo spessore a mezzo servizio? Il suo contratto scade il 30 giugno 2027 e De Laurentiis valuterebbe l'opzione di rinnovo automatico di un anno già in suo possesso, con clausola legata a bonus presenze e gol fino al 2029. L'alternativa è il parametro zero, con San Diego FC, Inter Miami e Chicago Fire tra le interessate. Il mercato riapre il 2 gennaio, e una scelta sul belga non può essere rinviata a primavera.
Ma ridurre tutto a lui sarebbe comodo. Il quadro intorno è quello di un mercato estivo senza investimenti mirati, con riserve di liquidità vicine ai 200 milioni rimaste ferme, di infortuni a catena (Anguissa, Neres e Alisson Santos si sono rifatti male dopo il rientro), di scelte dell'allenatore che non convincono e del flop Lucca, arrivato per 35 milioni e partito dalla panchina sia col Frosinone sia a Venezia. Convivenza De Bruyne-McTominay compresa: resta il nodo tattico di Allegri.
C'è poi il silenzio del presidente. Non fa ancora rumore, ma c'è, e a Napoli i silenzi di De Laurentiis i tifosi hanno imparato a pesarli. Intanto la classifica dice 9° posto con 10 punti in sette gare, a nove dall'Inter capolista.
Domani alle 21 al Maradona arriva il Bodø/Glimt, con il Napoli a zero punti in Champions dopo Arsenal e Villarreal. Sabato 24 la Roma. Due gare in cui De Bruyne dovrà dimostrare di essere ancora il giocatore di cui questa squadra ha bisogno.
Fonte: Il Napolista




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