17 gol subiti in 11 partite: la difesa di Allegri è un problema di sistema, non di errori individuali
Tra Champions e campionato il Napoli incassa 1,54 gol a partita: sette in tre gare europee, dieci in otto di Serie A. Dopo Villarreal, Venezia e Roma la spiegazione dei singoli errori non basta più.

Facciamo il conto, che è meglio. In tre partite di Champions (Arsenal, Villarreal, Bodø/Glimt) il Napoli ha subito sette gol. In otto di campionato, dieci. Fanno 17 reti in 11 gare: 1,54 a partita. Significa cominciare ogni match sapendo di dover segnarne almeno due per vincerlo.
Il confronto che qualcuno proverà a fare è con l'Inter, che in campionato di gol ne ha presi dieci come noi. Ma ne ha segnati 23, dieci più dei nostri 13, e ha 22 punti: il doppio degli 11 del Napoli, decimo dopo 8 giornate. Stesso passivo, classifica opposta.
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Le gare senza gol subiti sono state solo tre, tutte in Serie A: Genoa, Bologna e Frosinone. Se si guardano le otto partite di campionato in cui abbiamo incassato i 17 gol, la media sale oltre i due a gara. E nelle ultime due, le migliori della stagione per produzione offensiva, contro Bodø/Glimt e Roma, abbiamo preso sei reti: un 4-3 e un 3-3 in cui il Napoli ha segnato tanto e non ha vinto abbastanza.
Il bug è nel sistema
La linea che sentiamo ripetere è quella degli errori individuali. Ed è vero che ieri Beukema è stato disastroso, che a Venezia Rrahmani ha sbagliato l'uno contro uno con Adams, che a San Siro contro l'Inter Rrahmani si è gettato a terra prima del 2-2 di Thuram e Badiashile si è fatto anticipare. Ma quando gli errori individuali sono una serie, il problema è complessivo. Altrimenti rischiamo di fare la parte di chi guida il film e non lo capisce.
Il dato su Rrahmani lo conferma: con lui in campo il Napoli subisce 0,7 gol a partita, senza di lui circa 1,7. Una difesa che dipende da un solo uomo non è una difesa organizzata. E ora Badiashile, che stava trovando un equilibrio con Rafa Marín, si è fermato di nuovo: è fuori per Monza, Juventus e Porto, con uno stop di circa due mesi. Beukema non ha convinto e verrà il momento di testare Marianucci.
Allegri non può costruire una stagione sull'idea di segnare tre o quattro gol ogni sera: non sempre succede, e quando l'attacco si inceppa, come a Venezia, si perde. Le frasi dette nell'agitato dopo-partita sul nuovo modo di giocare lasciano il tempo che trovano: servono principi difensivi che reggano anche quando la partita non si mette bene. Il mandato dell'allenatore, con contratto fino al 30 giugno 2029, è arrivare quarti, e siamo a 11 punti.
Mercoledì alle 20:45 allo U-Power Stadium c'è un Monza fermo a 7 punti. Una squadra che non riesce a tenere la porta chiusa contro nessuno non può permettersi di sbagliare un'altra volta. Siamo quasi a novembre: se il bug non si trova adesso, è già tardi.
Fonte: Il Napolista




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