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Napoli-Roma 3-3: 2,44 xG contro 1,90 e un attacco che cambia pelle, ma sette gol subiti in tre partite

Il Napoli di Allegri sta cambiando davvero nei principi di gioco e contro la Roma ha prodotto più della squadra di Gasperini. Ma i numeri non cancellano il problema: nel momento decisivo la difesa si spegne.

Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri — Foto: Original: Quirinale / Derivative work: Danyele · Attribution

Sette gol subiti nelle ultime tre partite: è il dato che pesa di più, e non lo nascondiamo dietro ai numeri più comodi. Il 3-3 con la Roma ci ha lasciati noni con 11 punti, a undici dalla Lazio capolista, e a chi ha visto il pareggio dell'89' di Balerdi le statistiche suonano come una magra consolazione. Eppure vanno guardate, perché raccontano una squadra diversa da quella che temevamo.

Secondo il modello di Sofascore il Napoli ha vinto la partita dei gol attesi: 2,44 xG contro 1,90. Quattro grandi occasioni contro due, tiri in porta 9-4, duelli individuali vinti nel 51% dei casi. L'unico dato che va contro è quello dei tiri tentati, 24-15 per la Roma. Ma ben 13 conclusioni giallorosse sono state respinte dai nostri difensori: vuol dire che la posizione, per larghi tratti, era quella giusta. Gollini ha dovuto fare 5 parate, Meret una sola. Abbiamo forzato più palloni persi (26-21) e intercettato più passaggi (13-9).

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Un attacco meno prevedibile

La novità sta in come si costruisce. Con De Bruyne nel cuore del centrocampo il Napoli ha ribaltato la distribuzione del gioco: contro la Roma il 35% delle azioni è passato dalla fascia centrale. Dopo le buone sensazioni col Bodø/Glimt, è un secondo segnale che Allegri sta ridisegnando la squadra nelle spaziature e nei principi, non solo nei nomi. Quando lui in tv dice di voler giocare all'attacco, non è una provocazione: il campo comincia a dargli ragione. Per questo, anche, ha promesso un Napoli più offensivo dopo il fischio finale.

Il vuoto dopo il 48'

Il problema è un altro, e lo conosciamo. Il sistema difensivo regge, contrasta, respinge, poi a un certo punto smette di funzionare. Soulé e Balerdi si sono ritrovati due volte soli, con la porta spalancata, davanti a Meret. Non è il blocco basso a essere sotto accusa tanto quanto la concentrazione: la squadra si disconnette dalla partita proprio quando serve tenerla. Allegri stesso lo aveva detto dopo il Bodø/Glimt, parlando di fragilità nella nostra metà campo, e dopo la Roma ha ammesso che nel corso della stagione ci siamo fatti rimontare tante volte. Averlo detto e averlo rivisto sul campo, a distanza di quattro giorni, è la parte che non perdoniamo.

Una squadra del 2026 che non sa difendere a blocco basso, e che con 2-0 e poi 3-2 si fa riprendere, non può contare sulla sola qualità offensiva. E qui la domanda scomoda riguarda anche chi ha costruito il reparto: con Badiashile di nuovo fermo e il responso atteso entro 48 ore, la difesa che schiera Allegri è sempre quella dei cambi forzati.

Il tempo, l'unica cosa che manca, non viene concesso: mercoledì alle 20:45 c'è il Monza allo U-Power Stadium, poi la Juventus, il Porto in Champions e la Lazio l'8 novembre. Quattro gare prima della sosta per dimostrare che il cambio di pelle porta punti, non solo xG.

Fonte: Il Napolista

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