De Bruyne, 85 palloni e 11 km corsi: la sua partita da leader ritrovato
Nella ripresa contro il Bologna, senza Politano e Vergara in campo, il belga è salito in cattedra come mai gli era successo in azzurro: più tocchi di tutti tranne Spinazzola e l'assist che ha portato al gol di Lobotka. Allegri lo blinda: «Discuterlo non ha senso».

Nel primo tempo di Napoli-Bologna De Bruyne sbaglia un destro a tu per tu, semplice, su assist di Spinazzola: il Maradona risponde con un boato di delusione. Pochi minuti dopo si arrabbia da solo per uno stop sbagliato, urlando contro se stesso in mezzo al campo. Lo stadio, invece di inasprirsi, applaude per incoraggiarlo. È un dettaglio che dice più di una statistica: qualcosa, in quel momento, si è sbloccato tra il belga e il pubblico.
Da lì la partita di De Bruyne cambia. Nella ripresa, con Allegri che toglie Politano e Vergara per inserire Favasuli e Lang, il centrocampista prende in mano il gioco azzurro: 85 palloni toccati, secondo soltanto a Spinazzola (87) e davanti a Lobotka (75) e Gilmour (71). Non era mai stato così nel vivo della manovra del Napoli. A fine gara il contakm segna 11 chilometri percorsi.
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C'è anche un'accelerazione vecchio stile, quella che due giocatori del Bologna devono fermare buttandosi addosso a lui, e c'è l'assist per Favasuli che va sul fondo e mette in mezzo il pallone che Lobotka trasforma in rete al 66', il gol che decide la partita. De Bruyne esce solo per crampi, dopo aver speso molto anche in fase difensiva.
Il tema non nasce oggi: alla vigilia della gara la rassegna stampa era divisa proprio sul cosiddetto fattore De Bruyne, sul suo peso e sulla sua collocazione in campo. Allegri, ai microfoni di Sky Sport nel post-partita, ha chiuso la discussione senza mezzi termini: «È talmente bravo a trovarsi gli spazi e sapere quando deve abbassarsi che per noi è solo un vantaggio. Discuterlo non ha senso, per come stoppa e passa la palla si vede che è diverso, è un piacere anche vederlo giocare».
L'allenatore ha aggiunto anche la parte meno comoda del discorso: «Per l'età che ha va gestito, sta crescendo e in quella posizione dovrà fare meglio come ha fatto in carriera». Non è solo un elogio: è anche l'ammissione che un centrocampista di quell'età, chiamato a coprire 11 chilometri e a incidere sia in costruzione che in fase difensiva, è una risorsa da dosare partita per partita, non un titolare da dare per scontato ogni domenica.
Resta il fatto che questa prestazione arriva dentro una vittoria sofferta, 1-0, che lascia il Napoli decimo con 6 punti in 4 giornate. De Bruyne può aver trovato la sintonia con un pubblico che fino a un'ora prima lo aveva bocciato per un pallone sbagliato, ma la squadra ha ancora bisogno che quel livello arrivi dal primo minuto, non solo quando in campo cambiano altri quattro undicesimi. Il prossimo esame è domenica 20 settembre, alle 12:30, sul campo della Fiorentina.
Fonte: Il Napolista



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