Lucca, zero gol e due mesi per convincere: a gennaio la strada più probabile è il prestito
Il centravanti arrivato dall'Udinese non ha ancora segnato in stagione. Allegri chiederebbe un'altra punta alle spalle di Højlund e il nome in cima alla lista è Varela. Per Lucca, se non cambia qualcosa, si va verso un prestito, possibilmente in Italia. Più difficile una cessione a titolo definitivo.

Zero gol in stagione. Per Lucca il conto alla rovescia è partito e finisce il 2 gennaio, quando riapre il mercato. Da qui a lì ha qualche spezzone di partita per ribaltare un giudizio che dentro il club sembra già formato. Altrimenti la sessione invernale rischia di chiudere la sua storia in azzurro.
Il segnale più pesante arriverebbe dalla panchina. Allegri avrebbe fatto capire alla società che gli serve un altro centravanti alle spalle di Højlund. Detto senza giri di parole: oggi Lucca non viene considerato un'alternativa affidabile. Nelle ultime gare, quando c'era da cambiare qualcosa davanti, l'allenatore ha preferito soluzioni adattate al numero nove di scorta. Intanto il nome che gira con più insistenza per gennaio è quello di Varela, il capocannoniere della Serie A che mercoledì al 43' ha segnato proprio a noi a Monza.
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Prestito in Italia, la cessione resta un'ipotesi Se la svolta non arriva, la soluzione preferita sarebbe il prestito, possibilmente in Serie A: restituire al ragazzo minuti e fiducia senza perdere il controllo del cartellino. Non sarebbe esclusa nemmeno la cessione a titolo definitivo, con una valutazione che si aggirerebbe sui 20-22 milioni, parecchio meno dei circa 35 spesi per prenderlo dall'Udinese. Con questo rendimento però è difficile immaginare la fila per un acquisto secco: fisico e caratteristiche da prima punta continuano a piacere, ma la formula più realistica resta il prestito. Sullo sfondo c'è un discorso più largo. Al Napoli interesserebbe rimettere in valore tre giocatori, Lucca, Lang e Beukema, sia per la squadra di oggi sia per finanziare con un'eventuale cessione il mercato in entrata.
Attorno all'attaccante le opinioni si dividono. Andrea Carnevale, ex bomber azzurro e oggi dirigente dell'Udinese, dove Lucca ha giocato due campionati di altissimo livello prima del salto, racconta con ironia che i napoletani gli ripetono spesso di avergli «dato un pacco». Non arretra però di un passo: secondo lui il ragazzo ha un blocco psicologico, è un po' impaurito, ma resta «molto forte». E chiede alla città la stessa fiducia che aveva concesso a lui. Molto più freddo Diego Armando Maradona Jr, per cui Lucca è ormai «uscito anche dai radar dell'allenatore», in un Napoli che davanti è cortissimo e va avanti con soluzioni d'emergenza come Vergara adattato e Giovane.
Qui sta la domanda scomoda, e non riguarda solo il giocatore. Fra Lucca e Højlund sono stati spesi quasi 90 milioni. A fine ottobre uno dei due non ha ancora segnato e l'allenatore, a quanto pare, chiede un'altra punta. Højlund a Monza è tornato al gol per la prima volta dal 5 settembre, ma una scommessa così cara che finisce per diventare un prestito è una responsabilità di chi ha costruito la rosa. Il direttore sportivo Giovanni Manna, in un'intervista registrata a settembre, parlava di un ciclo «probabilmente alla fine». Di Lucca, in quella sua classifica degli acquisti migliori, non c'era traccia.
Il dubbio che ci portiamo dietro è semplice: un attaccante bloccato si sblocca giocando, e Lucca gioca poco perché non segna. Domani alle 20:45 all'Allianz Stadium, con Neres fuori, davanti le alternative non abbondano. Se c'è un'occasione per rientrare nei radar, passa da spezzoni come questi, a partire da Torino e poi mercoledì a Porto.
Fonte: Notizie Napoli Calcio

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