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De Roon, Pisilli o Koné più basso: tre modi di sostituire Cristante

A Como la domanda non è chi prende il posto del capitano, ma che centrocampo vuole costruire Gasperini senza di lui: tre soluzioni possibili, tre modi diversi di affrontare il Como di Fàbregas.

Gasperini con la maglia del Roma
Gasperini con la maglia del Roma — Foto: tuttomercatoweb.com

Non è il classico rebus di formazione in cui basta indicare un nome e richiudere il discorso. L'assenza di Cristante contro il Como, con ogni probabilità destinata a ripetersi anche contro il Real Madrid del 14 ottobre, pone a Gasperini il primo vero problema tattico della stagione: non chi gioca al posto del centrocampista, ma come cambia l'equilibrio della squadra senza di lui.

Al Festival dello Sport di Trento, parlando di Cristante, Gasperini ha usato una parola precisa: «centralina». È quell'immagine che spiega perché sostituirlo non sia un'operazione meccanica: dà posizione, letture e coperture, e permette a Koné di usare la sua capacità di strappare e rompere le linee senza lasciare buchi dietro. Non è il giocatore che si nota più degli altri, ma è quello che tiene insieme i pezzi.

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La soluzione più conservativa porta a de Roon, arrivato dall'Atalanta il 24 settembre e ancora a caccia della prima presenza da titolare in giallorosso. L'olandese conosce il calcio di Gasperini a memoria, sa occupare gli spazi e leggere in anticipo dove può nascere il pericolo: cambiare l'interprete senza stravolgere il funzionamento della squadra.

Pisilli, numero 61 del vivaio, offrirebbe qualcosa di diverso: corsa, aggressività, inserimenti, una maggiore propensione ad accompagnare l'azione offensiva. Ma la soluzione più dinamica ha un prezzo — chiederebbe a Koné di assumersi più responsabilità nella costruzione e nella gestione della posizione davanti alla difesa. Esiste anche una terza via, che rovescia lo schema: Koné più basso, ruolo già interpretato con la Francia, con Pisilli libero di salire.

La scelta pesa di più perché il primo banco di prova è il Como di Cesc Fàbregas, una squadra che costruisce dal basso e cerca di attirare la pressione avversaria. Gasperini si aspetta due squadre che vogliono vincere la partita, non gestirla: servirà aggressività per riconquistare il pallone, ma anche lucidità quando il primo pressing verrà superato. Ed è esattamente in quella porzione di campo che l'assenza di Cristante può pesare di più.

Per la Roma il test di Como vale più del punteggio del Sinigaglia. Gasperini ha costruito finora una squadra con gerarchie piuttosto definite: ora deve dimostrare che esistono più modi di tenere lo stesso equilibrio. Cristante tornerà — ma con nove partite nei prossimi 28 giorni, il tecnico ha bisogno di scoprire già da Como se la sua «centralina» funziona anche con altri circuiti, prima che il calendario lo costringa a ruotare per forza.

Fonte: Giallorossi.net

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