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Hermoso: «È bello vedere la Roma così». E per le rotazioni ringrazia il mister e il direttore sportivo

Il difensore spagnolo ha aperto il 4-0 allo Slovan al 21' e in mixed zone parla di porta inviolata, di una rosa «completa» e del lavoro di Gasperini e di Tony D'Amico. Sulla porta inviolata ha ragione. Su «giocatori di qualità in ogni ruolo», con mezzo centrocampo in infermeria, il discorso è più complicato.

Mario Hermoso
Mario Hermoso — Foto: Giovanni Batista Rodriguez from San Sebastian-Donostia, Espa · CC BY 2.0

Sei gol fatti e zero subiti in due partite, dopo il 3-4 con il Real Madrid. Mario Hermoso parte da qui, e il primo punto per lui non riguarda l'attacco: «Per noi è importante lasciare la porta inviolata». Lo dice uno che martedì sera ha sbloccato la partita al 21', su assist di Ghilardi, e che quindi potrebbe parlare d'altro. Invece torna lì, a quella che oggi è la carta d'identità della squadra di Gasperini: in campionato la difesa ha subito tre gol in sette giornate, meno di chiunque nei cinque grandi campionati europei, e la porta resta inviolata da tre partite di fila, da Como-Roma 0-0 al 4-0 di martedì.

Sulla posta in palio non usa giri di parole: «Oggi era una partita per noi troppo, troppo, troppo importante», e poi «È importante per la classifica». Quella del girone di Champions, si intende: la Roma era 25ª con un punto, quello dell'1-1 a Istanbul col Fenerbahçe, e adesso ne ha quattro. Gasperini ha fissato la quota qualificazione a «dieci punti, forse undici». La strada è ancora lunga, ma almeno si è partiti.

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Una rosa «completa»: la frase da prendere con le pinze

Gli hanno chiesto del turnover: sette cambi fra il Real e il Genoa, sei martedì sera. Hermoso ha risposto con una frase che vale come investitura: «Abbiamo una squadra forte, una rosa completa. Abbiamo giocatori di qualità in ogni ruolo». E poi il passaggio che in una mixed zone non si sente spesso: secondo lui tutto questo «parla molto bene di noi, della rosa, di tutto il lavoro che sta facendo il mister e anche il direttore sportivo». Un difensore che cita Tony D'Amico dopo una vittoria di Champions: è il segno di uno spogliatoio che, almeno per ora, sente suo il progetto arrivato dall'Atalanta.

Qui serve un po' di lucidità. In difesa la rosa è davvero lunga: dieci difensori, e martedì hanno segnato in due, Hermoso e Molina. A centrocampo però la parola «completa» non regge. Dei sei centrocampisti in rosa, Koné è fermo per la lesione al bicipite femorale, Pellegrini si è fermato al 49' con un problema alla coscia destra e Gasperini parla di circa 20 giorni di stop, Cristante è appena rientrato tra chi va in panchina. Restano de Roon, Pisilli e Mora, e alla rifinitura prima dello Slovan sono stati aggregati tre centrocampisti della Primavera. Davanti manca anche Dybala, fuori fino a dopo la sosta. Contro un avversario che non ha fatto un tiro nello specchio la coperta è bastata. Ma questo non dice che sia lunga.

Hermoso tocca anche l'altra metà del discorso: «abbiamo un talento, un talento grande davanti. Bisogna far arrivare ogni palla vicino all'area per segnare». Detta così, è anche un'ammissione su come gioca questa Roma: prima si difende bene, poi si mette la palla sui piedi di chi davanti sa cosa farne. Martedì Malen ha chiuso il conto su rigore al 58'. Senza Dybala e senza Pellegrini, però, i palloni giocabili vicino all'area dovrà portarli qualcun altro.

Tutto questo dal Maradona riparte da zero. Sabato alle 18 c'è Napoli-Roma, si torna al campionato con Inter e Lazio due punti sopra, e la trasferta è vietata ai residenti nel Lazio. È lì che la frase di Hermoso, «Continuiamo così, che è bello vedere la Roma così», smetterà di essere un auspicio e diventerà una verifica.

Il video ufficiale

Fonte: TuttoASRoma.it

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