Pisilli, Ghilardi, Balerdi: le rotazioni di Gasperini reggono. Ora a gennaio tocca a D'Amico
Chi parte dalla panchina risponde, e la Roma regge un calendario con una partita ogni tre giorni nonostante l'infermeria piena. Mora però resta indietro, e la promessa del direttore sportivo di fare «un ulteriore step» nel mercato invernale ora va mantenuta.

Ghilardi che serve a Hermoso il pallone dell'1-0 al 21'. Pisilli che segna il 3-0 al 52' e poi si prende la fascia di capitano per la prima volta. Il 4-0 allo Slovan Bratislava ha confermato una cosa che si vedeva già da qualche settimana: nella Roma di Gasperini la differenza tra titolari e riserve conta sempre meno, e chi entra fa bene.
Era quello che il tecnico aveva promesso. Ha ripetuto più volte che non ha senso parlare di titolari e riserve, perché alla fine i minuti si sarebbero distribuiti in modo simile. Adesso il calendario lo costringe a farlo davvero. Sabato contro il Genoa ha cambiato sette giocatori rispetto all'undici precedente, martedì ha di nuovo rimescolato la squadra, sabato si va a Napoli. Lo faccia per convinzione o per necessità, intanto i risultati gli danno ragione: cinque risultati utili consecutivi, porta inviolata da tre partite, terzo posto in campionato con 17 punti, 16 gol fatti e 3 subiti, a due punti da Inter e Lazio.
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Chi spinge e chi deve ancora trovarsi Il caso più interessante è quello di Balerdi. Arrivato da Marsiglia, partita dopo partita si sta guadagnando un posto e sta mettendo Gasperini davanti a scelte che a inizio stagione sembravano scontate. Pisilli è ormai molto più di un'alternativa. Ghilardi intanto è finito nella lista dei centrali che il Milan valuta per gennaio, e questo dice parecchio su quanto lo si consideri cresciuto. Poi c'è Mora, ed è giusto dirlo chiaramente: tra i giocatori ruotati finora è quello che ha convinto di meno, già opaco contro il Genoa. È giovanissimo e c'è tempo, ma in questo momento gli mancano lucidità e precisione, e una rotazione funziona solo se chi entra non fa rimpiangere chi esce.
Il punto è che la rosa viene messa alla prova proprio adesso, nel momento peggiore. Svilar ha una frattura al quinto dito e non rientrerà prima della partita col Parma del 21 novembre. Koné ha una lesione al bicipite femorale. Dybala ha una lesione minima e resterà fuori fino a dopo la sosta. Pellegrini si è fermato al 49' contro lo Slovan per un problema muscolare alla coscia destra, e per lui Gasperini stima circa 20 giorni di stop. Cristante è rientrato tra i convocati per la panchina solo martedì. Rispetto allo scorso anno la Roma è meno scoperta, ma intanto si regge su ragazzi che fino a poco tempo fa si giocavano un posto in panchina.
Qui entra in gioco Tony D'Amico. Pochi giorni fa il direttore sportivo ha detto chiaramente che a gennaio la Roma avrà bisogno di fare «un ulteriore step» e di aggiungere qualcosa sul mercato. È una promessa giusta, e anche una presa di responsabilità: chi costruisce la rosa sa che con tre competizioni in corso questo gruppo è stato portato al limite. Hermoso ha ringraziato tecnico e direttore sportivo per come vengono gestite le rotazioni, ma i conti si fanno a febbraio.
C'è però una domanda che pochi fanno, e la facciamo noi. A gennaio la Roma non deve soltanto aggiungere, deve anche evitare di perdere. Il Manchester United pensa a Wesley per un tentativo già in inverno, il Milan guarda Ghilardi. Se lo «step» promesso diventa uno scambio alla pari, allora il passo avanti non c'è. Il mercato riapre sabato 2 gennaio 2027, e per capire se la promessa è stata mantenuta basterà confrontare la rosa del 2 febbraio con quella di oggi.
Prima però c'è il campo. Sabato alle 18 si gioca Napoli-Roma allo Stadio Diego Armando Maradona, poi il 31 ottobre la trasferta di Udine e il 3 novembre l'Old Trafford in Champions. Per le seconde linee di Gasperini sono tre partite in dieci giorni: un banco di prova vero.
Fonte: Voce Giallorossa




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