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Lulli firma fino al 2031: in estate era a un passo dall'Avellino, ora la Roma gli lega la fascia destra

Accordo trovato oggi per il rinnovo del terzino classe 2007, che aveva il contratto in scadenza a giugno 2027: si parte da 300mila euro e si sale fino a circa un milione a stagione. Il ragazzo di Palestrina che aveva detto no alla Lazio resta a Trigoria.

Lulli con la maglia del AS Roma
Lulli con la maglia del AS Roma — Foto: asromalive.it

Fino al 2031. L'accordo fra la Roma ed Emanuele Lulli è arrivato oggi, e mette in sicurezza un contratto che scadeva a giugno 2027. L'ingaggio parte da una base di 300mila euro e cresce di anno in anno, fino ad arrivare a circa un milione a stagione. Per Tony D'Amico era la prima voce sull'agenda: con un classe 2007 che gioca titolare in Serie A, lasciar correre la scadenza voleva dire esporsi a qualunque offerta.

Questo rinnovo vale doppio se si pensa a dove eravamo pochi mesi fa. In estate Lulli stava per andare via: c'era l'Avellino, e la cessione era cosa quasi fatta. Poi Gian Piero Gasperini lo ha portato in ritiro, lo ha guardato da vicino e ha fermato tutto. «Rimane qui», ha detto a D'Amico. Da lì il campionato: cinque partite da titolare nelle prime sette giornate e il primo gol tra i professionisti, al 68' del 2-0 al Genoa del 17 ottobre, la sera in cui Castro aveva aperto al 50' con il suo primo gol in giallorosso.

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Il no alla Lazio e l'ultimo regalo di Bruno Conti

Lulli è nato a Palestrina ed è cresciuto con la Roma nel cuore. Si è messo in mostra al Tor Tre Teste, e a portarlo a Trigoria è stato soprattutto Bruno Conti. Lo voleva anche la Lazio, ma lui voleva giocare nella squadra per cui fa il tifo da bambino. È il filo che lega lui a Pisilli, che martedì contro lo Slovan ha segnato al 52' con la fascia al braccio, la prima volta da capitano. Il club si ritrova così due ragazzi cresciuti in casa, romani e romanisti, che non sono più promesse: giocano.

Però va detto chiaro. Che uno come Lulli fosse a un passo dall'Avellino questa estate non è un dettaglio da archiviare con il lieto fine. Se il terzino che oggi blindiamo fino al 2031 è rimasto perché l'allenatore lo ha visto in ritiro, bisogna chiedersi quanto la società conoscesse davvero il proprio vivaio prima che lo guardasse Gasperini. Stavolta è andata bene, e la firma di oggi rimedia. Ma su un ragazzo di questo livello la scelta di tenerlo doveva farla il club, non deciderla per caso un tecnico appena arrivato.

Anche sulle cifre la nostra lettura è netta: è un accordo giusto. Una base bassa che sale nel tempo premia il rendimento senza caricare il monte ingaggi su un ragazzo che ha giocato sette partite di Serie A. Secondo noi è il modo corretto di fare i rinnovi dei giovani, e speriamo che diventi la regola. Sulla destra però il posto non è garantito: in Champions ha giocato Molina, che contro lo Slovan ha segnato il 2-0 al 39', e il ballottaggio resta aperto.

Domani alle 18 al Maradona Lulli può tornare titolare. La Roma è terza a 17 punti, a due da Inter e Lazio, imbattuta in campionato e senza gol subiti da tre partite. Ha però l'infermeria piena: mancano Dybala, Pellegrini, Koné e Svilar. La firma è arrivata alla vigilia. Ora tocca a lui dimostrare in campo che vale il contratto.

Fonte: ForzaRoma

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