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Margiotta, il nuovo responsabile del vivaio: «Sostituire Conti e De Rossi è una grossa responsabilità»

Nella sua prima intervista ai canali del club, il dirigente 49enne arrivato dal Verona racconta il percorso che lo ha portato a Trigoria e la prima scelta del suo mandato: l'allenatore della Primavera Scala.

Margiotta, il nuovo responsabile del vivaio: «Sostituire Conti e De Rossi è una grossa responsabilità»
Margiotta, il nuovo responsabile del vivaio: «Sostituire Conti e De Rossi è una grossa responsabilità» — Grafica Arena Roma

Massimo Margiotta è il nuovo responsabile del settore giovanile della Roma e lo dice senza giri di parole: prendere il posto di Bruno Conti e Alberto De Rossi «è una grossa responsabilità», anche se «mi stimola a creare qualcosa di bello come è stato fatto in passato». Classe 1977, 49 anni, un passato da attaccante in Serie A con Udinese e Perugia, chiuso con un'ultima parentesi da calciatore a Barletta che, nelle sue parole, «non era andata bene».

Da quella delusione è nata la seconda carriera: la chiamata di Paolo Cristallini, che aveva intuito in lui l'attitudine a lavorare con i ragazzi, lo ha portato a cinque anni da responsabile del vivaio a Vicenza. Nel 2017 il salto a Verona, voluto da Setti, dove ha incrociato Tony D'Amico, oggi direttore sportivo della Roma: «È un dirigente che dà molta attenzione al settore giovanile, inoltre delega e dà fiducia a chi lavora insieme a lui». È quel rapporto, nato sul campo veneto, a spiegare l'approdo nella Capitale.

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Succedere a Conti e Alberto De Rossi

Sedici anni di rapporto costruito con Bruno Conti, definito «una delle figure più importanti nella storia del settore giovanile» per aver fatto «qualcosa di rivoluzionario e unico», e la stima per Alberto De Rossi, «una persona di valore»: sono i due nomi che Margiotta eredita, e il peso si sente in ogni risposta. Una delle prime mosse del suo mandato porta già la sua firma: la conferma di Mattia Scala sulla panchina della Primavera, tredici stagioni nel vivaio giallorosso alle spalle e un avvio di campionato con buoni risultati. Per Margiotta non è solo una scelta tecnica: «Vogliamo che il nostro settore giovanile sia un luogo in cui far emergere talento in tutti i ruoli, non solo tra i calciatori».

Il filo conduttore del suo lavoro è la differenza fra chi guida una prima squadra e chi guida un vivaio: «In prima squadra il risultato deve essere necessariamente immediato... Nel settore giovanile, invece, il vero percorso vincente si misura nel tempo». Una frase, in particolare, fotografa il mestiere: «In pratica stai crescendo dei figli che non sono tuoi, ma che devi portare nel mondo dei grandi». Per individuare il talento, dice, serve l'esperienza ma anche l'istinto: «Non bisogna trascurare le sensazioni e le emozioni che ti trasmette un ragazzo», cercando «anche una sola qualità dominante» da sviluppare nel percorso.

Pur avendo lavorato per anni al Nord, Margiotta rivendica un legame mai interrotto con il territorio capitolino: «Ho instaurato e coltivato diversi rapporti con società romane, cercando di prendere giocatori. So bene qual è il valore di queste squadre dilettantistiche». Un tema che alla Roma non è teoria: il vivaio ha appena prodotto Pisilli, esordiente in prima squadra nell'ottobre 2024 e oggi nella rosa di Gasperini, e sta trattando il rinnovo di Lulli, classe 2007 titolare nelle prime giornate di questo campionato.

Chi eredita Bruno Conti e Alberto De Rossi non ha margine per essere giudicato in fretta, ed è lo stesso Margiotta a dirlo: i risultati di un settore giovanile si vedono negli anni, non nelle prime settimane. Ma la Roma che oggi guida Gasperini, prima in classifica e tornata in Champions League dopo sette stagioni, è anche quella che misura il proprio progetto sulla capacità di far crescere i suoi ragazzi: la Primavera di Scala e i nomi che arriveranno saranno il primo banco di prova del suo mandato.

Il video ufficiale

Fonte: AS Roma

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