Mourinho: «Mi hanno esonerato a Budapest, ma la Roma resta casa mia»
Lo Special One, oggi sulla panchina del Real Madrid, tra una settimana sarà all'Olimpico da avversario per la prima volta dall'esonero: a il Corriere dello Sport racconta l'addio e il legame mai spezzato con i romanisti.

Tra una settimana José Mourinho tornerà all'Olimpico da avversario, alla guida del Real Madrid, per la sfida di Champions League di mercoledì 14 ottobre: la prima volta da quando fu esonerato dalla Roma. Ne parla in un'intervista al Corriere dello Sport, e lo fa senza girarci intorno: «Mi hanno esonerato a Budapest», dice del momento dell'addio, prima di aggiungere cosa si aspetta dal ritorno in quello che chiama ancora casa sua.
Sul modo in cui ha lasciato Trigoria, Mourinho rivendica di non aver mai rotto pubblicamente con il club: «Tu sai quanto mi ha fatto male l'uscita dalla Roma, ma non esiste una parola mia contro il club o la proprietà. Io quando esco, esco pulito. Può sembrare di no ma sono una persona molto educata ed esco col sentimento che quella sarà per sempre casa mia». Un principio che dice valere per «praticamente tutti» i suoi ex club, con l'eccezione del periodo al Tottenham, segnato dal Covid e da uno scarso contatto con i tifosi.
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«L'amore dei tifosi è qualcosa di incredibile» Il racconto si sofferma sul rapporto speciale con la curva giallorossa: «Il giorno che sono arrivato ho visto 1000 persone. Non capivo perché, non avevo ancora fatto niente [...] Il nostro rapporto è speciale perché loro hanno capito che non mi importava della mia immagine o dei rapporti che potevo avere con la politica del calcio italiano, con la stampa o con la proprietà. A me interessava solo il bene della Roma e dei romanisti. Ho lottato per loro, ho dato tutto». Mourinho cita anche un dettaglio arrivato da un amico procuratore: la foto della Conference League «ancora all'entrata del centro di allenamento», il trofeo che lui stesso definisce «una coppa che vale tanto per un club che non vinceva tanto».
Sul presente a Madrid, l'allenatore racconta un ritorno diverso da come viene raccontato altrove: «Prima ci sono stati i rumori quando c'erano zero contatti ed ero felice al Benfica che sta a dieci minuti da casa mia e che è speciale per me». E ammette la lunga distanza dalla città: «Non ero qui a Madrid da 13 anni ma sono sempre rimasto legato al Real anche perché Ancelotti è stato per tanti anni allenatore a Madrid e sono amico del presidente».
Il ritorno all'Olimpico arriva nel pieno della fase campionato di Champions League, con la Roma che ha chiuso l'esordio europeo sull'1-1 a Fenerbahçe e si prepara a ricevere il Real Madrid il 14 ottobre dopo la trasferta di campionato a Como. Sul fronte spagnolo, Mourinho ritrova nel frattempo pezzi pesanti della rosa: Valverde, Mbappé e Konaté, tutti recuperati in vista del Villarreal, con l'obiettivo di averli a disposizione anche per la sfida di Roma.
Difficile immaginare un ambiente neutro per quella serata: chi lo ha applaudito per una coppa europea portata a casa dopo anni di attesa si troverà a contestare, da avversario, l'uomo che quella coppa l'ha alzata. Il countdown per l'Olimpico è già iniziato.
Fonte: ForzaRoma




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