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Pellegrini, lesione di alto grado al semitendinoso: fuori almeno tre mesi, non i 20 giorni previsti da Gasperini

Gli esami sulla coscia destra del numero 7 hanno trovato una lesione alla giunzione muscolo-tendinea distale. Rientrerà nel 2027 e salterà tutto il ciclo di partite che porta alla sosta e oltre.

Pellegrini con la maglia del AS Roma
Pellegrini con la maglia del AS Roma — Foto: corrieredellosport.it

Altro che 20 giorni. Gli esami strumentali a cui Lorenzo Pellegrini si è sottoposto nelle ultime ore hanno evidenziato una lesione di alto grado alla giunzione muscolo-tendinea distale del muscolo semitendinoso della coscia destra. Il numero 7 starà fuori almeno tre mesi: se ne riparla nel 2027.

Il problema è nato martedì sera, nel 4-0 allo Slovan Bratislava. Pellegrini è uscito al 49', ha lasciato il posto a Soulé e la fascia a Pisilli, che l'ha indossata per la prima volta. Subito dopo la partita Gasperini aveva provato a tenere basso l'allarme: «Non credo sia una cosa grave», con una stima di circa 20 giorni di stop. La risonanza ha detto un'altra cosa, e la differenza non è da poco. Venti giorni volevano dire rivederlo dopo la sosta. Tre mesi vogliono dire perdere un pezzo intero di stagione.

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Un'infermeria che non si svuota La notizia arriva in una settimana in cui la lista degli indisponibili era già lunga. Dybala ha una lesione minima ed è fuori fino a dopo la sosta, Koné si porta dietro la lesione al bicipite femorale del 14 ottobre, Svilar ha una frattura al quinto dito e non rientrerà prima del 21 novembre. Gueye, operato alla caviglia il 6 ottobre, ha davanti tre mesi di stop. Con Pellegrini e Koné fermi, fra i centrocampisti di ruolo restano Cristante, de Roon, Pisilli e Mora, con Cristante appena recuperato e partito dalla panchina contro lo Slovan.

Il calendario non concede respiro. Sabato alle 18 c'è Napoli-Roma al Maradona, poi il 31 ottobre Udinese-Roma alla Dacia Arena, il 3 novembre Manchester United-Roma a Old Trafford in Champions e il 7 novembre Roma-Sassuolo all'Olimpico. Pellegrini le salta tutte, e insieme a quelle buona parte di quello che viene dopo. In campionato siamo terzi con 17 punti, due dietro Inter e Lazio, e imbattuti dopo sette giornate. In Champions abbiamo 4 punti e Gasperini ha fissato la quota qualificazione a «dieci punti, forse undici». La corsa è su due fronti, e da oggi uno dei giocatori con più esperienza della rosa non c'è.

Una domanda va fatta, senza processi a nessuno: come si passa da «non credo sia una cosa grave» a una lesione di alto grado? La stima di Gasperini è arrivata a caldo, prima degli esami, e ci sta che un allenatore provi a non spaventare l'ambiente. Il punto però è un altro. In questa Roma gli infortuni muscolari stanno diventando un tema da settimana a settimana, non un caso isolato. Con una partita ogni tre giorni, la gestione dei carichi è la prima cosa su cui si giudicherà la tenuta della squadra fino a gennaio.

Fin qui le rotazioni hanno risposto: il 2-0 al Genoa e il 4-0 allo Slovan li hanno firmati anche Pisilli, Lulli e Castro. Ma fino al 2 gennaio, quando riapre il mercato, si possono tesserare solo svincolati. D'Amico ha promesso «un ulteriore step» per la finestra invernale. Ora sappiamo che dovrà essere un passo concreto a centrocampo.

Sabato al Maradona Gasperini dovrà fare a meno anche del numero 7, e non sarà l'ultima volta.

Fonte: ForzaRoma

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