Pisilli con la fascia a 22 anni e 27 giorni: è l'ultimo di una fila che parte da Giannini e passa da Totti, De Rossi e Pellegrini
Pisilli ha indossato la fascia per la prima volta allo Slovan, alla sua presenza numero 87 con la Roma. Prima di lui, negli ultimi quarant'anni, quattro ragazzi del vivaio l'hanno portata più di cento volte. Il paragone è affascinante e va maneggiato con cura.

Ventidue anni e 27 giorni, presenza numero 87 con la Roma. Sono i numeri di Niccolò Pisilli nel momento in cui, contro lo Slovan Bratislava, si è trovato al braccio la fascia di capitano dopo l'uscita di Lorenzo Pellegrini. Pochi istanti dopo ha segnato il 3-0 su assist di Malen ed è corso sotto il settore più caldo del tifo giallorosso. Quella sera l'abbiamo già raccontata. Il fatto nuovo è un altro: messa in fila con la storia, quella fascia ha un peso preciso.
Negli ultimi quarant'anni, contando solo chi è stato capitano della Roma più di cento volte, i giocatori cresciuti nel vivaio sono quattro. Più o meno uno ogni dieci anni. Giuseppe Giannini la indossò dal primo minuto il 6 settembre 1987, in Coppa Italia a Cagliari: 1-1 con gol di Boniek e passaggio del turno ai rigori. Era la sua presenza numero 120, e da capitano ne avrebbe giocate 280 fino al 1996.
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Anche Francesco Totti cominciò in Coppa Italia, il 22 settembre, all'Olimpico contro il Chievo: la Roma di Zeman vinse 2-1 con i gol di Guatieri e Alenitchev. Per il numero 10 era la presenza numero 143. Aveva 21 anni, 11 mesi e 26 giorni, ed era il calciatore più giovane dal 1927 a portare la fascia. Fino al 2017 l'avrebbe portata in 568 partite. Daniele De Rossi esordì da capitano il 15 marzo 2006 nel ritorno degli ottavi di Coppa UEFA contro il Middlesbrough, alla sua partita numero 112: la squadra di Spalletti vinse 2-1 con la doppietta di Mancini, ma non bastò per passare il turno. Le sue partite da capitano sarebbero state 208, fino al 2019. Dopo di loro, e dopo le 61 di Alessandro Florenzi, è arrivato Pellegrini: prima volta il 6 dicembre 2019 nell'Inter-Roma 0-0, alla presenza numero 82. Oggi è a quota 169.
Il paragone giusto e quello sbagliato
I numeri dicono due cose. Pisilli ha avuto la fascia prima di Giannini, Totti e De Rossi in termini di presenze, e dal punto di vista dell'età è arrivato a circa un mese da Totti. Ma c'è una differenza che sarebbe disonesto nascondere. Gli altri quattro la fascia l'avevano ricevuta dal fischio d'inizio, cioè per scelta. A Pisilli è arrivata a partita in corso, dopo un infortunio, in una serata in cui mancavano Dybala e Koné. Una fascia ereditata a metà partita non è ancora una fascia assegnata. E i quattro della lista l'hanno portata più di cento volte ciascuno: lui finora una.
Detto questo, a nessuno di noi è sfuggito il gesto. La fascia appena ricevuta, il gol subito dopo e la corsa verso la curva. Sono cose che non si preparano. È la ragione per cui la piazza in questi giorni lo mette accanto a Malen, Molina e Ghilardi tra i volti di questo inizio di stagione. La domanda vera la facciamo noi: chi raccoglierà davvero l'eredità di Pellegrini? Il numero 7 ha una lesione di alto grado al semitendinoso e starà fuori almeno tre mesi. Cristante, che è il capitano, rientra proprio adesso da più di un mese di stop. La fila dei capitani usciti dal vivaio rischia di restare scoperta, e Pisilli è l'unico candidato che si vede all'orizzonte.
La fascia comunque resta a Cristante, che oggi può tornare titolare. Il terreno per Pisilli è un altro: alle 18 al Maradona, nella probabile formazione, parte sulla trequarti accanto a Soulé, alle spalle di Malen. È uno stadio dove la Roma non vince dal 4-2 del 3 marzo 2018. Con Inter e Lazio a 19 punti e noi a 17, una fascia vale meno di una partita fatta da protagonista.
Fonte: AS Roma



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