Roma-Slovan, l'undici di Gasperini: Lulli dal 1', Mora in mezzo, Malen non c'è
Gollini in porta, Balerdi e Koulierakis con N'Dicka, Castro e Soulé davanti: Mancini, Pellegrini e Ghilardi partono dalla panchina.

Gasperini manda in campo Gollini; Rensch, Koulierakis, N'Dicka, Balerdi e Lulli; De Roon, Pisilli e Mora; Castro e Soulé. In panchina Vásquez, De Marzi, Molina, Hermoso, Mancini, Wesley, Ghilardi, Pellegrini e Arena. Il primo dato è in porta: con Svilar atteso non prima del 21 novembre, stasera tocca ancora a Gollini, e in Champions, all'Olimpico, non è un dettaglio.
La sorpresa vera è davanti. Alla vigilia si parlava di Mora alle spalle di Malen, invece Malen non c'è, né fra i titolari né in panchina, e Mora resta in campo con De Roon e Pisilli. Dybala, fermato dalla lesione emersa dall'ultima risonanza, e Koné, fuori per l'infortunio muscolare, mancano come previsto; Cristante non compare in lista. Con questi vuoti Gasperini sceglie di affidare l'attacco a Castro e Soulé: il primo è quello che ha sbloccato il Genoa al 50', il secondo è il giocatore di cui la piazza parla da giorni, e stasera deve confermarlo in una serata che conta più di un sabato di campionato.
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Dietro, altra scelta che fa discutere: Mancini parte dalla panchina, e al suo posto non c'è Ghilardi, come sembrava, ma la coppia Koulierakis-Balerdi accanto a N'Dicka. È una difesa che negli ultimi 180 minuti non ha preso gol, e Gasperini la ritocca invece di confermarla in blocco. Sulla fascia conferma Lulli, che tre giorni fa ha segnato il 2-0 e che la gente ha già adottato: da esordiente a titolare in Champions nel giro di pochi giorni, un'accelerazione che dice quanto il tecnico si fidi del ragazzo.
In panchina c'è Pellegrini, nel percorso di ritorno dopo l'infortunio, e c'è Arena, uno dei marcatori del 5-0 della Youth League contro lo stesso Slovan. L'undici racconta una Roma che non si nasconde: davanti a un Olimpico pieno, Gasperini sceglie gambe fresche e ragazzi invece di gestire, e chiede alla squadra lo stesso ritmo visto con il Genoa. Daje, poi si vedrà.




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