Tre gol subiti in sette giornate: nessuno nei top campionati d'Europa difende come la Roma
Dopo il 4-0 incassato dal Cagliari a Monza, la Roma resta da sola in vetta alla graduatoria delle difese meno battute dei cinque grandi campionati europei: tre reti al passivo, due dall'Inter e una dall'Atalanta. Stasera alle 21 il reparto lo guida Balerdi.

Tre gol in sette giornate. Due all'Inter nel 2-2 dell'Olimpico, uno all'Atalanta, e poi più niente: la Roma arriva alla sfida di stasera con lo Slovan Bratislava con la difesa meno battuta dei cinque grandi campionati d'Europa. Fino a ieri sera in compagnia c'era il Cagliari, ma il 4-0 subito dai sardi a Monza ha lasciato i giallorossi da soli davanti a tutti. Dietro, a quota quattro, ci sono la Lazio e il Borussia Dortmund.
Il dato pesa perché arriva in un mese in cui la Roma ha perso pezzi quasi ogni settimana. Svilar è fermo per la frattura al quinto dito e non tornerà prima del 21 novembre, e la solidità non è venuta meno: Gollini ha già chiuso due partite di campionato senza subire gol, lo 0-0 di Como e il 2-0 al Genoa di sabato. Due porte inviolate di fila, cinque risultati utili consecutivi, 17 punti e un bilancio di 16 reti fatte e 3 subite che vale il terzo posto a due lunghezze da Inter e Lazio.
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Gasperini li chiama «gladiatori», e i numeri individuali gli danno ragione. Hermoso è terzo in Serie A per intercetti a partita, 2,4 di media. Ndicka è ottavo per chiusure difensive a gara, 5,8. Mancini, dopo un avvio di stagione complicato, sta tornando sui livelli che conosciamo. A loro si è aggiunto Balerdi, arrivato da Marsiglia il 15 settembre e già diventato un punto fermo: può giocare in tutte e tre le posizioni della linea a tre, un jolly vero, e stasera contro lo Slovan sarà lui a guidare il reparto. Ghilardi finora ha trovato meno spazio, ma con il passare delle giornate anche il suo minutaggio è destinato a crescere.
Il muro vale in campionato, in Europa un po' meno
Qui però ci vogliamo fermare un attimo, da tifosi. Il muro di cui parliamo è quello di Serie A. In Champions League il discorso è diverso: in due partite la Roma ha subito cinque gol, quattro dei quali dal Real Madrid nel 3-4 del 14 ottobre, con il gol di Rüdiger al 90' che ha chiuso i conti. Non è la stessa difesa? È la stessa, ma contro un avversario di un'altra fascia, e con la squadra che ha scelto di giocarsela a viso aperto. La domanda che ci portiamo al bar è semplice: questa solidità è figlia di una struttura che tiene contro chiunque, o del livello delle avversarie incontrate finora in campionato? La risposta la daranno il Napoli il 24 ottobre e Manchester United a Old Trafford il 3 novembre, non lo Slovan.
Stasera, intanto, il compito è di quelli in cui l'Olimpico non perdona: ultima della classe della League Phase, zero punti, nove gol subiti, senza Sporar e Cerepka. La Roma ha un solo punto nel torneo e Gasperini ha fissato la quota qualificazione a dieci, forse undici. Una porta inviolata anche in Europa, dopo i cinque gol presi tra Istanbul e il Real, sarebbe il modo più concreto per dire che i gladiatori non sono solo un soprannome da campionato.
Alle 21, con Balerdi al centro, il muro va alzato anche in Champions.
Fonte: ForzaRoma




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