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Wesley e il conto aperto con il Como: il gol di dicembre, il rosso di marzo

L'esterno brasiliano arriva alla trasferta di domenica con una storia personale non ancora chiusa contro i lariani: decisivo all'andata, protagonista in negativo al ritorno. Dopo un avvio di stagione sottotono, la fascia ha bisogno del vero Wesley.

Wesley con la maglia del Roma
Wesley con la maglia del Roma — Foto: fanpage.it

Wesley arriva a Como domenica con un conto che risale a meno di un anno fa, e che si gioca proprio su quel campo. Lo scorso dicembre, all'Olimpico, fu lui a decidere la gara d'andata con una rasoiata al volo sotto la Curva Sud. Al ritorno, il 15 marzo 2026, proprio al Sinigaglia dove la Roma torna domenica, arrivò il rovescio: la rimonta dei lariani, la sconfitta 2-1 e la sua espulsione per doppia ammonizione, in un episodio che ha fatto discutere parecchio.

Il contatto che gli costò il secondo giallo con Diao fu praticamente inesistente, forse solo un leggero tocco di Rensch: un cartellino che pesò sull'andamento della partita in un momento in cui la Roma era già in difficoltà. Da quella sera il nome di Wesley e quello del Como si sono legati a un episodio scomodo, mai digerito del tutto.

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Questa stagione, per lui, è partita in salita. Alcuni fastidi fisici ne hanno limitato la continuità e il rendimento: appena un assist in cinque partite di campionato, un bottino lontano da quello dell'anno scorso, quando il suo contributo sulla fascia fu decisivo nella corsa che portò la Roma al terzo posto. Un calo che si sente, e che la squadra ha in parte compensato con il resto del gruppo visto che la classifica attuale — primo posto con 13 punti in 5 giornate, 4 vittorie e un pareggio, 14 gol fatti e appena 3 subiti — non si regge sul suo stato di forma dei primi due mesi.

Per uscirne, Wesley ha scelto di restare a Trigoria durante la sosta per le nazionali, rinunciando alla convocazione del Brasile per lavorare con continuità agli ordini di Gian Piero Gasperini. Una decisione che pesa, perché rinunciare alla propria nazionale non è mai un gesto neutro: dice quanto il giocatore stesso avverta la distanza dal suo livello migliore.

Sulla fascia destra la Roma di Gasperini ha bisogno di quell'intensità lì, nei dribbling riusciti e nelle sovrapposizioni che hanno reso la squadra la più efficace della Serie A in quel fondamentale: un dato di squadra che però da inizio stagione non ha ancora trovato in Wesley il suo terminale naturale. Sinigaglia, il campo del suo rosso di marzo, è anche il palcoscenico più logico per chiudere quel conto: non c'è rivincita che valga più di quella giocata nello stesso stadio dove si era interrotta.

Domenica il fischio d'inizio è alle 12:30, con Gasperini che rincorre la 300ª vittoria personale in Serie A e la squadra che cerca il sesto risultato utile consecutivo. Per Wesley, oltre al risultato di squadra, c'è una partita dentro la partita: dimostrare che il brasiliano decisivo di dicembre non è un ricordo, ma la versione a cui la Roma può ancora tornare.

Fonte: RomaNews

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