Balzano difende Rastelli: «Critiche ovvie alla minima difficoltà, ma no agli allarmismi». E sul San Nicola vuoto: «Preoccupante»
L'ex del vivaio biancorosso, oggi voce da fuori, promuove il tecnico che ha avuto a Cagliari e legge il -5 dal Potenza come un merito dei lucani più che una colpa nostra. Sul pubblico che manca, però, non gira intorno al problema.

Tre giorni dopo i fischi dello 0-0 col Crotone, arriva una voce da fuori che prova ad abbassare la temperatura. Antonio Balzano, bitontino cresciuto nel vivaio del Bari con due sole presenze in prima squadra nella stagione 2004/05, prima di una carriera passata per Pescara, Cagliari e Cesena, ha un'opinione netta sulla squadra: «Ho visto qualche partita e vedo una squadra che ha tutte le carte in regola per vincere il campionato». E su Rastelli parla da ex giocatore, non da osservatore: un campionato lo ha vinto insieme a lui, a Cagliari.
Il giudizio sul tecnico è una difesa in piena regola. «Hanno preso un allenatore d'esperienza, che è preparato e ha vinto campionati», dice Balzano. «Le sue metodologie di lavoro sono buone, perché prepara bene le partite ed in una piazza come Bari farà un buon percorso, sebbene non sia e non sarà facile». Sulle scelte contro il Crotone, quelle che la piazza non ha digerito, la lettura è quella di chi il campo lo ha vissuto: «Ci può stare qualche lettura sbagliata o gare in cui non si riesce a vincere e buttarla dentro. È normale, se accade in un singolo episodio: lì nasce e lì muore. Alla minima difficoltà, le critiche sono ovvie, ma il mister sa e può reggerle». E chiude con la frase che fa discutere: «Non ci sono allarmismi, qualche punticino per strada lo perdono tutte».
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Qui ci permettiamo di non essere d'accordo fino in fondo. Il «singolo episodio» col Crotone è arrivato dopo il 2-1 subito a Salerno in rimonta, e in dieci giornate i punti lasciati per strada sono già dieci: siamo a 20, il Potenza a 25. Lo 0-0 con l'ultima della classe, con 7 tiri contro 16 e Cerofolini a tenere in piedi il risultato, non è una serata storta isolata, è il secondo risultato negativo in tre partite. Balzano ha ragione su una cosa: le critiche a Rastelli sono «ovvie». Noi aggiungiamo che sono anche argomentate.
Sul Potenza, invece, l'analisi dell'ex è onesta e merita attenzione. Balzano conosce bene Ivan Tisci: «A Pineto ha fatto molto bene con una squadra normale. Non pensavo, ammetto, potesse essere così costante nei risultati». La rosa lucana, a suo dire, «è competitiva per giocarsela fino in fondo e sarà una diretta concorrente delle favorite». Il -5 lo spiega così: «Credo che il distacco sia frutto dell'andamento troppo forte del Potenza. Ma durante la stagione, ci sono cali che il Bari dovrà sfruttare». È una lettura che sposta la colpa sui meriti altrui, e in parte regge: 25 punti in dieci gare sono tanti per chiunque. Resta il fatto che la promozione diretta passa solo da lì, e il primo confronto a distanza è già venerdì, quando noi giochiamo a Caserta.
Il passaggio più duro, però, è sul San Nicola. Col Crotone c'erano 2.435 spettatori, col Giugliano 2.317, in uno stadio da 58.270 posti, con la contestazione alla proprietà De Laurentiis che ha svuotato le tribune. Balzano non la prende alla larga: «Il calcio è della gente e quando questa manca allo stadio è un aspetto preoccupante, brutto da vedere, anche per i ragazzi che non respirano a dovere l'aria casalinga. Sembra una frase fatta, ma il pubblico a Bari ti spinge, è un uomo in più». Poi la speranza, con un paragone: «Spero che i risultati riportino la gente allo stadio, detto che ciò non pregiudica un buon andamento: basti vedere la Lazio in A, prima nonostante l'Olimpico vuoto».
Ed è proprio qui che il ragionamento, a nostro avviso, si inceppa. A Bari la gente non è a casa perché la squadra perde: è a casa perché ha deciso di non tornare finché la proprietà non cambia, e lo ha ribadito domenica. Dopo l'incontro col comitato dei garanti, con la dichiarazione del portavoce Sassanelli sull'intenzione dei De Laurentiis di non restare, la palla è in mano alla società, non ai risultati. Sperare che una vittoria riempia le curve significa non aver capito la protesta. Che in campo si possa vincere anche senza pubblico, come dice Balzano, è vero. Che sia normale, no.
Il banco di prova è fra due giorni: venerdì alle 20:30 allo Stadio Comunale Alberto Pinto contro la Casertana di Stellone, con Mogoš in attesa del responso alla caviglia e cinque giocatori ancora a parte. Se Rastelli è «preparato» come dice chi ha vinto con lui, è a Caserta che deve dimostrarlo, perché un altro passo falso dopo Salerno e Crotone renderebbe le critiche qualcosa di più di un riflesso «alla minima difficoltà».
Fonte: TuttoBari




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