Venerdì 18 settembre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi biancorossi
Ultim'ora
Il puntoAFFIDABILE

Grgic unico regista, Mantovani-Elia scoordinati: le falle del Bari sotto il terzo posto

A dieci punti e in piena corsa, il Bari nasconde ancora limiti strutturali precisi: costruzione bassa affidata a un solo uomo, coppia centrale da registrare e tre titolari attesi al salto di qualità che non arriva.

Lukas Grgic
Lukas Grgic — Foto: Steindy (talk) 23:25, 19 May 2018 (UTC) · CC BY-SA 4.0

Il terzo posto in classifica, dieci punti dopo cinque giornate, racconta un Bari competitivo. Ma la squadra di Rastelli si porta dietro fin dall'inizio della stagione difetti che il campo, gara dopo gara, continua a mostrare: non è ancora un collettivo con un'identità riconoscibile, quanto un gruppo che si affida spesso alle iniziative dei singoli.

Il primo nodo è la condizione fisica generale, ancora disomogenea: il mercato che ha portato i nuovi arrivi ad aggregarsi un po' alla volta durante l'estate ha lasciato la rosa su livelli di brillantezza diversi, e questo condiziona la tenuta dei novanta minuti. Da qui l'affidarsi quasi esclusivo a fiammate individuali, più che a uno schema di gioco riconoscibile.

Leggi anche Nove punti in quattro giornate: cosa dicono i numeri del Bari

In costruzione il problema ha un nome solo: Grgic. È lui l'unico centrocampista deputato a impostare dal basso, ma il suo ritmo di trasmissione della palla resta troppo lento — un limite che si vede tutto quando le squadre avversarie alzano il pressing. Contro un pressing aggressivo, il Bari perde la capacità di uscire palla a terra e torna a dipendere dall'iniziativa personale.

Dietro, la coppia centrale non ha ancora trovato l'intesa. Mantovani, capitano, appare spesso poco coordinato nei movimenti con Elia, compagno di reparto: la squadra deve ancora imparare a pressare in sincronia e a gestire le distanze tra i reparti, per evitare le spaccature che un girone così equilibrato punisce subito.

Davanti, il salto di qualità atteso da alcuni titolari non è arrivato. Tribuzzi non decolla, Maggiore incide a tratti — un rendimento da comprimario, sotto le sue possibilità —, e Gómez continua a essere un fantasma sul rettangolo di gioco. La conseguenza è che il Bari si muove spesso come se giocasse con un falso nove: un ruolo che Butić prova a interpretare per necessità, non per scelta, cercando di sopperire alle lacune offensive.

Sono quattro difetti che si tengono per mano: senza un regista con più ritmo, senza una difesa centrale sincronizzata, senza i titolari attesi che rendano quanto promesso, la squadra resta esposta a chiunque alzi il ritmo per settanta minuti. Non è un caso che la classifica racconti un Bari competitivo ma mai dominante: i punti arrivano, il gioco ancora no. E la responsabilità di trovare l'equilibrio — come far rendere Grgic, come sistemare il reparto arretrato, chi schierare davanti — resta sul tavolo di Rastelli.

Domani alle 14:30 al Donato Curcio il Sorrento, capolista a punteggio pieno, è l'avversario che misura più di ogni altro queste falle: una squadra costruita per correre novanta minuti con la stessa intensità, contro un Bari che ancora non ci riesce.

Fonte: TuttoBari

La parola alla Curva

Nessuno ha ancora parlato
Tu che ne pensi?La discussione su questo pezzo comincia da qui: bastano due righe, e le leggiamo tutte.

Per commentare entra nella Curva — gratis, senza password.