Venerdì 18 settembre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi biancorossi
Ultim'ora
SocietàAFFIDABILE

Bari, la Procura non arretra: chiede il fallimento con un curatore per finire il campionato

Depositata ieri sera una memoria di replica di 47 pagine: per i pm il club resta insolvente nonostante il bilancio tornato in attivo, e la novità è la richiesta di esercizio provvisorio, che aprirebbe alla gestione di un curatore fino alla fine della stagione.

Bari, la Procura non arretra: chiede il fallimento con un curatore per finire il campionato
Bari, la Procura non arretra: chiede il fallimento con un curatore per finire il campionato — Grafica Arena Bari
Aggiornamento · 18 set, 08:35

A rendere pubblici i contenuti della memoria è La Gazzetta del Mezzogiorno, che precisa un dettaglio procedurale finora non emerso: la SSC Bari avrà sette giorni di tempo per depositare le proprie controdeduzioni alla nuova memoria della Procura. Il quotidiano sottolinea inoltre come il ragionamento dei pm sulla necessità di una garanzia direttamente azionabile, e non di una semplice dichiarazione di intenti della controllante, apra una questione che travalica il caso Bari e potrebbe toccare il modello di gestione di molti club professionistici sostenuti dai rispettivi proprietari. Viene infine chiarito che il 1° ottobre segnerà solo l'udienza davanti al giudice De Palma, senza che sia previsto un verdetto nella stessa giornata.

Il fronte giudiziario che pende sulla società si muove di nuovo, e stavolta introduce un elemento nuovo e pesante. Ieri sera il procuratore Roberto Rossi e gli aggiunti Ciro Angelillis e Milto De Nozza hanno depositato una memoria di replica di 47 pagine in cui ribadiscono la richiesta di liquidazione giudiziale per la Ssc Bari. La novità sta in una parola: esercizio provvisorio. Se il tribunale la accogliesse, il campionato di Serie C in corso potrebbe essere portato a termine sotto la guida di un curatore, non della dirigenza biancorossa.

Il cuore della memoria smonta uno per uno gli argomenti difensivi. Il bilancio al 30 giugno 2026, approvato pochi giorni fa, aveva riportato il patrimonio netto in territorio positivo, da -6,4 milioni a +918mila euro, grazie all'intervento della controllante Filmauro. Per la Procura quel dato è «irrilevante»: non basta a certificare che la società sia in grado di reggersi da sola, e nemmeno l'impegno formale di Filmauro a coprire i costi di esercizio della stagione in corso viene considerato sufficiente a escludere l'insolvenza.

Leggi anche Inchiesta Bari, il procuratore Rossi frena l'udienza: tempo per studiare la difesa dei De Laurentiis

La memoria si spinge oltre, ricostruendo il meccanismo con cui il club è stato tenuto in vita negli anni: otto lettere di impegno depositate annualmente dalla controllante. Per i pm si tratta di un «mezzo anormale» di pagamento dei debiti, la prova che il Bari non è strutturalmente capace di produrre valore né di far fronte da solo alle proprie obbligazioni.

C'è poi un passaggio tecnico che riguarda i mesi più recenti. Tra il 30 giugno e il 28 agosto Filmauro ha rinunciato a 15,2 milioni di euro di crediti verso il club, somme versate come anticipi e finanziamenti. Anche questa operazione, scrive la Procura, è «priva di rilevanza» ai fini della procedura: non genera liquidità e lascia immutato l'attivo che sarebbe aggredibile in caso di liquidazione.

A sostegno della tesi accusatoria è stata depositata una nuova consulenza tecnica firmata dai commercialisti Massimiliano Cassano e Antonio Danza, accompagnata da un elaborato con le risposte ad alcuni quesiti tecnici. Sul fronte opposto la società si difende con il professor Ugo Patroni Griffi e l'avvocato Mattia Grassani, gli stessi che nei giorni scorsi hanno gestito anche la rinuncia ai cinque ricorsi al Riesame contro il sequestro di documenti disposto a luglio nell'inchiesta per bancarotta fraudolenta: due capitoli distinti della stessa vicenda giudiziaria che si stanno intrecciando nelle stesse settimane.

Restano fissi i tempi: l'udienza sull'istanza di liquidazione giudiziale contro Aurelio e Luigi De Laurentiis è calendarizzata per il 1° ottobre 2026, dopo un rinvio già concesso al Tribunale per studiare le carte. Quel giorno il giudice delegato Michele De Palma dovrà valutare se le 47 pagine della Procura reggono di fronte alla controreplica della difesa.

Fa impressione, a bocce ferme, che si stia discutendo sul serio di chi debba guidare una squadra di Serie C fino a fine stagione: se la dirigenza che conosciamo o un curatore nominato dal tribunale. Il campo, con Rastelli sotto esame dopo il pareggio col Potenza, sembra quasi un problema secondario rispetto a quello che si deciderà nelle aule del Tribunale il 1° ottobre.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

La parola alla Curva

Nessuno ha ancora parlato
Tu che ne pensi?La discussione su questo pezzo comincia da qui: bastano due righe, e le leggiamo tutte.

Per commentare entra nella Curva — gratis, senza password.