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Bari, tre gol subiti in cinque gare: la difesa di ferro è un'illusione da correggere

Solo tre reti incassate in campionato raccontano una fase difensiva solida, ma partita dopo partita il quadro è un altro: parate di Cerofolini e imprecisioni avversarie hanno coperto più di un allarme.

Bari, tre gol subiti in cinque gare: la difesa di ferro è un'illusione da correggere
Bari, tre gol subiti in cinque gare: la difesa di ferro è un'illusione da correggere — Grafica Arena Bari

Tre gol subiti in cinque giornate, quattro se si sommano le due uscite di Coppa Italia in sette partite complessive. Sulla carta dei numeri il Bari ha la miglior difesa del gruppo di vertice del Girone C. Guardando le partite una per una, però, il quadro cambia: i biancorossi hanno rischiato quasi sempre, e i tre punti persi finora — Barletta a parte — sono stati evitati più per bravura dei singoli e fortuna che per solidità del reparto.

Contro il Casarano gli ospiti sono andati vicini al vantaggio in più occasioni, soprattutto nel primo tempo. In casa con la Cavese il copione si è ripetuto: a salvare il Bari sono stati l'imprecisione avversaria e gli interventi di Cerofolini. A Barletta è arrivata l'unica falla vera, i tre gol dello 0-3 che restano l'unica sconfitta piena del percorso. Nel match casalingo vinto 1-0 sul Casarano il rischio più grosso è arrivato al 90', con una girata di Grandolfo respinta ancora da Cerofolini.

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Ad Altamura, la settimana scorsa, il Bari ha tenuto il pallino del gioco ma nella ripresa si è mostrato svagato, rischiando in più circostanze prima di chiudere comunque 0-3. Martedì, contro il Potenza, è arrivato il punto più basso della serie: i lucani hanno dominato in entrambi i tempi, sfiorando il gol più volte. Solo le parate di Cerofolini, qualche pallone uscito di un soffio e le imprecisioni ospiti hanno permesso di portare a casa lo 0-0.

Bravura dei singoli mista a fortuna, quindi, non un reparto che funziona. E non è un problema isolato della retroguardia, che pure ha sofferto parecchio martedì: nel duello Mane-Petrungaro e nella scarsa intesa tra Mantovani ed Elia si sono viste crepe concrete. È un problema di squadra e di atteggiamento. Il Bari lascia troppo spesso l'iniziativa agli avversari, e quando prova ad alzare il baricentro si scopre, regalando ripartenze facili a chi ha davanti.

Giocare così, partita dopo partita, prima o poi presenta il conto — lo ha già fatto a Barletta. Per una squadra che si è messa in testa di risalire subito in Serie B non è una condizione su cui sorvolare, ed è la stessa contraddizione che pesa sul pareggio di martedì: 10 punti in cinque gare, terzo posto, ma dentro un gruppo cortissimo e già a distanza dal Sorrento capolista.

Qualcosa, in fase difensiva e nella gestione del pallino del gioco, Rastelli dovrà cambiarlo. E le risposte si aspettano già da sabato, quando il Bari sarà di scena al Curcio contro il Sorrento capolista, ore 14:30.

Fonte: TuttoBari

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