Bari, i De Laurentiis rinunciano al Riesame: la difesa sul sequestro punta sui 2,2 milioni di Caprile
Il club ritira i cinque ricorsi contro il sequestro di documenti disposto a luglio nell'inchiesta per bancarotta fraudolenta, in attesa delle carte della Procura. Tra le operazioni sotto esame c'è la cessione di Caprile al Napoli.

Il Bari ha rinunciato alla richiesta di Riesame presentata dopo il sequestro di documenti disposto a luglio nell'ambito dell'indagine per bancarotta fraudolenta. Lo rivela l'edizione odierna de La Gazzetta del Mezzogiorno: l'udienza fissata per questa mattina, che doveva discutere i cinque ricorsi presentati da Aurelio e Luigi De Laurentiis e dalle altre tre persone destinatarie dei sequestri, non si è quindi tenuta.
La rinuncia viene descritta come una scelta strategica, in attesa di conoscere la documentazione che la Procura depositerà nei prossimi passaggi. Nel frattempo computer e telefoni cellulari sequestrati sono già stati restituiti: a restare sotto sequestro sono soltanto i documenti.
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Il fronte penale corre parallelo a quello civile, quello della richiesta di liquidazione giudiziale della SSC Bari, con udienza fissata per il 1° ottobre. Su quel tavolo la Procura dovrebbe presentare una nuova memoria e un'integrazione della consulenza tecnica d'ufficio, mentre la difesa del club continua a sostenere che i conti siano in ordine — la stessa linea che il 4 settembre aveva portato all'approvazione del bilancio al 30 giugno 2026, con il patrimonio netto passato da -6,4 milioni a +918mila euro.
Tra le operazioni finite sotto la lente della Procura c'è la cessione di Caprile al Napoli, chiusa per 2,2 milioni di euro: è sulla congruità economica di quel trasferimento che si concentra una delle contestazioni. La consulenza presentata dal Bari sostiene invece che l'operazione abbia prodotto per la società un effetto economico netto di 1,7 milioni di euro.
La difesa contesta in particolare il paragone con gli 8 milioni incassati due anni più tardi dal Napoli per la vendita del portiere al Cagliari, richiamando il rischio assunto dal club al momento della cessione e la valorizzazione del calciatore maturata nel frattempo altrove.
Sono due i tavoli aperti sulla proprietà De Laurentiis, e restano distinti: da una parte il fascicolo penale con l'inchiesta per bancarotta fraudolenta, dall'altra il caso multiproprietà con il Napoli che pende davanti al CONI con scadenza normativa 2028. Il club ha scelto di non discutere subito i sequestri e di aspettare le carte della Procura: una scelta che rinvia il confronto nel merito, non lo chiude. Il 1° ottobre, con l'udienza sulla liquidazione giudiziale, i due filoni finiranno comunque per intrecciarsi sullo stesso terreno: i conti del club, messi nero su bianco.
Fonte: PianetaBari




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