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Malagò nei guai con la FIGC, ma per la multiproprietà Bari-Napoli non cambia nulla: resta il 2028

Il Procuratore Generale dello Sport ha archiviato la posizione personale del presidente federale ma girato gli atti al CONI, che ora valuta il commissariamento della FIGC. Sul dossier che riguarda De Laurentiis, però, la scadenza normativa non si sposta di un giorno.

Malagò nei guai con la FIGC, ma per la multiproprietà Bari-Napoli non cambia nulla: resta il 2028
Malagò nei guai con la FIGC, ma per la multiproprietà Bari-Napoli non cambia nulla: resta il 2028 — Grafica Arena Bari

Il fascicolo su Giovanni Malagò è arrivato a un passaggio che a Bari si osserva con un motivo preciso. Il Procuratore Generale dello Sport Ugo Taucer ha archiviato la posizione personale del presidente della FIGC, ma ha trasmesso gli atti al CONI per verificare se la Federcalcio abbia rispettato i principi fondamentali che regolano gli statuti delle federazioni sportive. Martedì la questione è approdata in Giunta CONI, dove il presidente Luciano Buonfiglio ha ricostruito l'intera vicenda davanti ai vertici dello sport italiano e chiesto ulteriori approfondimenti.

Al centro c'è un dettaglio tecnico che pesa come un macigno: al momento della candidatura, Malagò non risultava tesserato con la FIGC. "Alla luce di quanto riconosciuto dallo stesso Procuratore Generale Ugo Taucer, risulta incontestabilmente accertato che il dott. Malagò non fosse tesserato al momento della presentazione della candidatura", ha detto Buonfiglio, aggiungendo che se la Federcalcio avesse voluto ammettere una candidatura priva di tesseramento, avrebbe dovuto prevederlo espressamente nelle proprie norme.

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Sul punto le due procure sportive non si sono mai trovate d'accordo. La Procura federale guidata da Giuseppe Chinè ha sempre sostenuto che l'essere "in regola con il tesseramento" riguardasse solo chi un tesseramento lo aveva già, senza l'obbligo di possederlo al momento della candidatura. Taucer, al contrario, lo considera un requisito necessario per essere candidabili. Una frattura interpretativa che ora tocca al Consiglio Nazionale del CONI provare a ricomporre, con il commissariamento della Federcalcio sul tavolo: la decisione, secondo quanto emerso, arriverebbe comunque dopo Italia-Turchia del 5 ottobre, la sfida di Nations League, per non intralciare il percorso della Nazionale.

Cosa cambia per il Bari

In uno scenario di FIGC scossa fin nelle fondamenta, è difficile immaginare che il dossier sulle multiproprietà possa diventare a breve una priorità federale. È il tema che a Bari brucia più di ogni altro, riacceso pochi giorni fa dalla cena tra De Laurentiis e il numero uno del CONI e dalla conferma parlamentare del ministro Abodi: nessuna deroga oltre i termini. Sul piano normativo, però, oggi non cambia nulla. La scadenza resta fissata all'estate 2028, quando non sarà più possibile controllare contemporaneamente due società di calcio professionistico: la deroga riguarda solo la famiglia De Laurentiis, proprietaria di Napoli e Bari, e il gruppo Lotito, proprietario di Lazio e Reggina. Uno dei due club di ciascuna coppia dovrà uscire dall'attuale assetto entro quel termine.

Il terremoto che rischia di travolgere i vertici del calcio italiano apre scenari nuovi sul piano istituzionale, ma il count alla rovescia che si osserva da Bari resta lo stesso di sempre. Mentre la Federazione discute di commissariamento, in città il tema si intreccia con un altro fronte già aperto: quello tra il Comune e la proprietà, con il sindaco Leccese che nei giorni scorsi ha rivendicato di non sentire più De Laurentiis finché non rispetterà i patti sottoscritti a inizio giugno. Due partite diverse, che per ora corrono su binari separati.

Fonte: PianetaBari

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