Franco Mancini, 95 presenze in tre anni e un vuoto che il Bari non ha mai colmato
Portiere biancorosso dal 1997 al 2000, morto nel 2012 a 43 anni per un infarto: la storia di uno dei numeri uno più amati dalla curva del San Nicola.

Novantacinque presenze in tre stagioni, dal 1997 al 2000: è la misura sportiva di Franco Mancini, il portiere che i tifosi del Bari ricordano ancora oggi come uno dei loro idoli assoluti. Non un giocatore qualunque passato in biancorosso, ma un nome che a Bari, quando viene pronunciato, fa ancora battere il cuore.
Mancini arrivò al Bari nel 1997-98, reduce dall'esperienza al Foggia di Zeman, in un momento in cui i biancorossi giocavano in Serie A. Sulla panchina c'era Eugenio Fascetti, tecnico toscano che ne colse subito le qualità fisiche e morali, puntandoci senza esitazioni.
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Bastò poco perché diventasse uno dei leader dello spogliatoio. Ancora oggi molti dei suoi ex compagni di quegli anni lo ricordano con un affetto rimasto intatto nel tempo: non un semplice portiere, ma un punto di riferimento nello stesso gruppo che difendeva i pali del Bari in massima serie, accanto a compagni di grande personalità ed esperienza.
Il carattere forte e la predisposizione al sacrificio lo resero un idolo della folla del San Nicola. In porta ci mise la personalità di chi sente la maglia addosso, in un momento storico che la piazza barese considera tra i più belli della sua storia recente.
Nel 2012 Franco Mancini morì improvvisamente per un infarto, a 43 anni. La notizia lasciò un vuoto incolmabile in tutte le piazze in cui aveva giocato, e a Bari la commozione fu enorme: ancora oggi il suo nome resta legato a quello di un vero e proprio simbolo del club, un biancorosso autentico prima ancora che un campione.
Fonte: TuttoBari




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