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Sibilano: «Il Bari in C mi fa male, i risultati vanno presi con le pinze»

L'ex difensore biancorosso, 89 presenze in maglia Bari tra il 1997 e il 2006, guarda da fuori la squadra di Rastelli: dolore per la categoria, cautela sui primi risultati e un parallelo personale con la sconfitta di Barletta.

Lo stadio San Nicola di Bari
Lo stadio San Nicola — Foto: Acquario51 · Public domain

«Provo tanto dolore e rammarico. Non merita questi palcoscenici». Lo dice Lorenzo Sibilano, difensore cresciuto nel vivaio biancorosso e sceso in campo con la prima squadra del Bari 89 volte, tra il 1997/98 (3 presenze), il 1999-2003 (31) e il 2004/06 (55). «L'anno scorso l'ho vista da vicino e pensavo potesse tirarsi fuori da quella situazione. La speranza è che tutto questo possa finire e che torni a competere dove merita».

Da sedici anni Sibilano allena al fianco di Dionigi in qualità di vice: guarda il Bari da un'altra panchina, ma con l'occhio di chi quella maglia l'ha indossata per otto stagioni.

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Sui primi tre risultati stagionali, un invito alla prudenza: «Bisogna prendere tutte le partite con le pinze. C'è una condizione deficitaria, la squadra è stata costruita strada facendo, con diverse situazioni da verificare. Non è facile per nessun tecnico assemblare subito tutto». Il Bari è quinto con 6 punti dopo 3 giornate, 2 vittorie e una sconfitta, in una rosa arrivata in gran parte nelle ultime settimane di mercato, chiuso il 1° settembre.

C'è anche il capitolo San Nicola, mezzo vuoto da quattro gare di fila: «È difficile giocare in uno stadio vuoto. Nei miei anni a Bari il pubblico ti dà tantissimo, 'pressa' ma carica ed incoraggia. E gli avversari potrebbero risentirne». Sibilano aggiunge un dettaglio che va oltre la semplice fotografia degli spalti: «Da quello che so, alcuni ultras vanno in trasferta ma non in casa». Una scelta netta di una parte della tifoseria, che secondo lui i soli risultati non basteranno a cambiare in fretta.

Sul piano mentale, il paragone arriva dalla sua carriera: «Ho vissuto un anno in Lega Pro al Verona: avevamo una squadra forte ma con i nomi non si vincono i campionati, serve rimboccarsi le maniche soprattutto dal punto di vista mentale». E cita la sconfitta di Barletta, il 3-0 nel derby tornato dopo 37 anni: «È emblematica. Quando sei pronto a lottare, la qualità viene fuori alla lunga».

Il monito di chi il San Nicola l'ha vissuto da giocatore vale come contrappeso a un avvio che due vittorie su tre rischiano di far leggere con più ottimismo di quanto la rosa, rifatta in corsa, possa oggi garantire: la squadra si conosce ancora, e lo dice chi la osserva da dentro il mestiere. Venerdì sera, alle 21 al Tonino D'Angelo, arriva il primo test per misurare quella tenuta mentale: l'esordio assoluto contro l'Altamura.

Fonte: TuttoBari

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