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Bari a -3 dal Potenza: il secondo posto ora chiede un progetto

Diciannove punti, terza difesa della Serie C e un 2-0 al Giugliano che ha rimesso in moto la classifica: ma la posizione da sola non basta più a rispondere alla domanda che conta.

Bari a -3 dal Potenza: il secondo posto ora chiede un progetto
Bari a -3 dal Potenza: il secondo posto ora chiede un progetto — Grafica Arena Bari

Diciannove punti dopo nove giornate, secondo posto, tre lunghezze dal Potenza capolista che però ha giocato una gara in meno: la classifica del Girone C racconta un Bari solido, davanti a Sorrento (18) e Catania (16). Fotografia vera, ma parziale: dice dove sta la squadra in questo momento, non dove vuole arrivare la società che la possiede.

Il campo, nell'ultimo mese, ha dato due risposte opposte. All'Arechi il Bari era avanti contro la Salernitana e si è visto scappare la partita nei minuti finali: 2-1, con la striscia di cinque risultati utili consecutivi interrotta proprio lì. Una sconfitta di quelle che pesano non per il punteggio, ma per come arriva — a un passo dal chiudere la pratica.

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La reazione è arrivata subito, in casa, contro il Giugliano: 2-0, Butić al 6', Maggiore al 45', e il Bari di nuovo al secondo posto. Un successo necessario più che bello, utile a non trasformare una battuta d'arresto in un dubbio permanente.

Dietro i tre punti ci sono numeri che certificano una solidità reale: sei gol subiti in nove giornate sono la terza miglior difesa di tutta la Serie C, dietro solo a Spezia e Cittadella (quattro). Al San Nicola il bilancio è netto — tredici punti su quindici disponibili, cinque gare senza mai subire gol. Sono dati concreti, costruiti partita dopo partita, non un'impressione.

Il punto è che il Bari arriva da un playout perso col Südtirol e da una stagione che la piazza non ha mai vissuto come un incidente di percorso: la risalita immediata è l'obiettivo dichiarato, non un'opzione. E un obiettivo dichiarato, a questo punto della stagione, non si misura più solo su quanto la squadra tiene in campo, ma su quanto la società è disposta a metterci dietro — in un mercato che riaprirà solo a gennaio e che, come ha indicato anche chi osserva il girone da fuori, vedrà Bari, Catania e Salernitana tra le rose destinate a rinforzarsi ancora.

Non è un dettaglio da addetti ai lavori: è la domanda che la curva si porta dietro ogni weekend, ancora più pesante mentre il San Nicola resta semivuoto per la protesta contro la proprietà De Laurentiis. Diciannove punti a ottobre non promettono niente da soli, e chi ha scritto cartelli contro la multiproprietà lo sa meglio di chiunque altro: la squadra ha dimostrato di saper reggere un colpo, ora serve capire se chi la possiede ha davvero intenzione di accompagnarla fino in fondo.

Prima di qualsiasi discorso sul progetto, c'è una partita che non perdona distrazioni: domenica alle 15:00 al San Nicola arriva il Crotone, ultimo in classifica con zero punti per una penalizzazione di sei, ma con una vittoria e tre pareggi conquistati sul campo in nove giornate. Uno zero che inganna, e che il Bari non può permettersi di guardare con sufficienza.

Fonte: TuttoBari

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