Bigica: «Andrade faccia da chioccia ai giovani, su Cerofolini spero non vada via»
L'ex portiere del settore giovanile biancorosso, fratello di Emiliano Bigica, promuove Cerofolini e il ruolo del nuovo arrivato Andrade, poi guarda già alla trasferta di domenica: «A Salerno sarà una battaglia».

Claudio Bigica ha attraversato tutto il settore giovanile del Bari senza mai debuttare in prima squadra, fermandosi a qualche panchina in Serie A nel 1996. Oggi guarda la squadra di Massimo Rastelli con l'occhio di chi il portiere lo ha fatto di mestiere, proprio come il fratello Emiliano, oggi tecnico dell'Inter Primavera. Sul primato condiviso con il Potenza non usa mezzi termini: «Oggi il Bari è primo e non gli si può dire nulla», ma avverte che «molti ragazzi, abituati a categorie importanti, faticano ad adattarsi» alla Serie C, dove «ci sono molte partite sporche».
L'esempio che porta è il Cosenza: «Si pensava di fare un sol boccone ed invece hai vinto con un 1-0 poco tranquillo». Il riferimento è alla gara di sabato al San Nicola, decisa dal gol di Maggiore al 53'. «Se il migliore in campo è stato spesso Cerofolini, significa che ogni gara va giocata alla morte», dice Bigica, mettendo il dito su un nodo di cui in questi giorni si discute parecchio in città: un attacco che fatica a incidere nonostante il primato.
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Su Cerofolini, Bigica rivendica una conoscenza diretta: «Lo seguo da quando Emiliano lo allenava nelle giovanili della Fiorentina. Mi è sempre piaciuto per come interpreta il ruolo, le doti tecniche e la personalità. È un lusso per la categoria: speriamo decida di restare fino a fine anno e che la mossa di Andrade non sia dettata da un suo probabile addio». Il portiere ha in realtà già rinnovato fino al 2030, contratto firmato il 18 settembre: un dato che va in direzione opposta al timore espresso, ma che fotografa comunque quanto pesi, agli occhi di chi lo conosce da ragazzo, il suo valore per questa categoria. «Saremmo comunque ben coperti — aggiunge Bigica — laddove anche Pissardo ha mostrato di essere affidabile».
Sul nuovo arrivato Andrade, tesserato da svincolato e presentato pochi giorni fa, il giudizio è altrettanto netto: «Penso che possa fare da chioccia per i tanti giovani ed alzare l'asticella in allenamento. Fossi in Cerofolini, non mi sentirei mai con le spalle libere, ed è un bene, poiché giocare con un secondo come Andrade significa mantenere alta la concentrazione e non abbassare la guardia».
Il pensiero corre già a domenica, quando il Bari sarà di scena all'Arechi contro la Salernitana per l'ottava giornata, gara che porta con sé anche il gemellaggio tra le due tifoserie. «Mi aspetto una bella giornata di festa e di sport, che i nostri tifosi meriterebbero. In campo sarà una battaglia, una gara maschia tra squadre che si affronteranno a viso aperto. Da tifoso, spero in una vittoria in terra straniera».
Guardando oltre, Bigica indica le squadre che considera vere pretendenti al vertice del girone: «Credo che il Potenza, che già a Bari ha giocato molto bene, rimarrà vivo fino alla fine. Salernitana e Catania, pur faticando, potrebbero venire fuori alla lunga». E un avvertimento per la primavera: «Agli eventuali playoff parteciperanno comunque molte squadre esperte e che conoscono la battaglia» — parole che suonano come un promemoria per una piazza che in questi giorni si gode il primo posto, ma sa già che la vera partita è più lunga di sette giornate.
Fonte: TuttoBari




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