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Rastelli e il peso della retrocessione: «Molti ragazzi non sempre hanno leggerezza». Ma a Picerno l'anima non basterà

Alla vigilia della trasferta al Curcio l'allenatore ha ammesso che chi è rimasto dalla scorsa stagione gioca con la retrocessione addosso. La sua ricetta è dare fiducia e «far finta» che i problemi non ci siano. Dopo quattro gare senza vittorie, la piazza chiede qualcosa di più.

Rastelli
Rastelli — Foto: es.wikipedia.org

«Molti ragazzi hanno vissuto un'annata difficile, sentono il peso e si sentono responsabilizzati. Non sempre hanno leggerezza, ma stanno dando l'anima». Ieri, nella conferenza della vigilia di Picerno, Massimo Rastelli ha risposto così quando gli hanno chiesto dei giocatori rimasti in biancorosso dalla scorsa stagione. Per la prima volta l'allenatore spiega il momento del Bari con qualcosa che non riguarda la tattica: la retrocessione non è stata ancora smaltita, e chi l'ha vissuta da dentro se la porta in campo ogni partita.

Il playout perso col Südtirol risale a maggio e in estate sono arrivati 13 giocatori, ma la parte della rosa che c'era già è quella chiamata a trascinare la corsa alla promozione. Oggi il conto dice secondo posto con 22 punti, sette in meno del Potenza, nessuna vittoria dal 10 ottobre e tre pareggi di fila. L'ultimo, l'1-1 con la Scafatese, è andato come sappiamo: Gómez al 9', Emmausso al 31', poi poco altro, e alla fine i fischi di 2.023 spettatori al San Nicola.

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Che una squadra retrocessa giochi con il freno tirato non sorprende nessuno. Sorprende che lo si dica a novembre, dopo dodici giornate, come se fosse una cosa scoperta adesso. Se il peso di maggio era così forte, andava messo in conto quando si è deciso su chi ripartire: di questo risponde chi ha costruito la rosa, non solo chi la allena. La domanda che ci facciamo è semplice: questi giocatori sono la base giusta per la risalita, o sono proprio quelli a cui la risalita pesa di più?

Rastelli ha anche parlato della condizione: «Alcuni, per questioni fisiche o di infortuni, stanno facendo un po' fatica, ma vedo un gruppo che mi dà la possibilità di scegliere». Il problema fisico c'è davvero, con 10 infortuni nelle prime 10 giornate, Mantovani e Grgic fuori dalle probabili per domani e Vicari che non ha ancora giocato un minuto. L'allenatore ha poi ammesso che il Bari non riesce sempre a portare in partita quello che fa vedere in settimana. È il punto vero, perché in classifica conta soltanto la partita.

«Far finta che le piccole problematiche non ci siano»

La soluzione che propone Rastelli è proteggere il gruppo: «Serve entusiasmo, venire al campo e far finta che delle piccole problematiche non ci siano, perché loro hanno bisogno di fiducia. Cerco di farlo tutti i giorni». Difendere lo spogliatoio è il suo lavoro, e nessuno gli chiede di metterlo alla gogna. Però da fuori i problemi non sembrano piccoli: a ottobre il Bari ha fatto 6 punti su 15 e ha preso 7 gol su 8 lontano dal San Nicola. Fingere che vada tutto bene funziona tra le mura di Torrebella, ma è proprio quello che la piazza non accetta più. Sulla promessa del campionato, fatta nella stessa conferenza, abbiamo già scritto cosa ne pensiamo.

Rastelli ha chiesto una prestazione diversa dalle ultime tre, e la prova arriva subito. Domani alle 20:45 al Curcio c'è il Picerno, settimo con 18 punti, che con Di Deo ha vinto le sue due partite. Dietro di noi la Scafatese è a un punto, e sabato al San Nicola arriva il Foggia. La leggerezza non si può chiedere ai giocatori in conferenza stampa.

Se il peso di maggio è ancora sulle spalle di qualcuno, domani sera si vedrà dal campo, non da quello che dirà la panchina.

Il video ufficiale

Fonte: PianetaBari

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