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Quattro gare senza vittoria e nove giorni fino a Picerno: per Rastelli comincia la settimana più lunga

L'1-1 con la Scafatese arriva dopo che l'allenatore aveva detto che quella partita bisognava vincerla. Ora la sua panchina non è più al sicuro, e la prossima gara è lunedì 9 novembre alle 20:45 al Curcio.

Massimo Rastelli
Massimo Rastelli — Foto: Gigidelneri at Italian Wikipedia · CC BY-SA 4.0

Nove giorni. Tanti ne passano fra l'1-1 con la Scafatese e Picerno-Bari, lunedì 9 novembre alle 20:45 allo Stadio Comunale Donato Curcio. In un altro momento sarebbe una pausa come tante. Adesso è il tempo che la società ha per decidere su Massimo Rastelli. La sua posizione non sembra più blindata, e fare una riflessione sull'allenatore è diventato inevitabile. Non lo dicono le voci, lo dicono i risultati.

Alla vigilia era stato Rastelli a dare la misura della partita: «Gara importantissima e che dobbiamo vincere». Gómez ha segnato al 9', Emmausso ha pareggiato al 31' e da lì il Bari non ha più trovato la strada. È il terzo pareggio di fila in campionato, dopo lo 0-0 con il Crotone e l'1-1 di Caserta. Contando il 2-1 di Potenza in Coppa Italia Serie C, è la quarta gara ufficiale senza vittoria. L'ultima risale al 10 ottobre, 2-0 al Giugliano. Quando si giocherà a Picerno sarà passato un mese.

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La classifica dice che siamo secondi con 22 punti. Il Potenza è rimasto a 26 e noi abbiamo fatto un punto, quindi il distacco scende da cinque a quattro. Ma per una piazza che pretende la promozione diretta questo non è un segnale di tenuta. Dietro, Cerignola e Sorrento sono a 20. La Scafatese, neopromossa, è uscita dal San Nicola con 18 punti, quattro meno di noi. In una giornata in cui Sorrento e Catania hanno perso, avevamo l'occasione di staccarci dal gruppo e l'abbiamo lasciata lì.

Una squadra che non cresce

Il problema non è solo il pareggio, è quello che il pareggio conferma. Il Bari non ha un'identità forte e non mostra il minimo segnale di crescita. In tre giornate ha segnato due gol. Contro la Scafatese è passato in vantaggio presto e poi, preso il pari, non ha mostrato idee per rimettere le cose a posto. Rastelli aveva risposto alle critiche con «Non leggo e quindi non so cosa rispondere». Le critiche però non si fermano davanti a chi non legge: oggi al San Nicola c'erano 2.023 spettatori, in uno stadio da 58.270 posti.

Rastelli risponde delle scelte, ma non è l'unico a doverlo fare. La rosa l'hanno costruita il direttore generale Pierpaolo Marino e il direttore sportivo Antonio Minadeo. È una rosa che ha avuto dieci infortuni nelle prime dieci giornate e che con la Scafatese era senza Grgic per la seconda gara di fila. Il mercato è chiuso fino al 2 gennaio e fino ad allora si possono tesserare solo svincolati. Da qui a Natale, quindi, nessun rinforzo può cambiare la squadra. L'unica cosa che la società può cambiare è l'allenatore, e proprio per questo la decisione va presa sapendo cosa si vuole, non per sfinimento.

Allora la domanda va fatta chiara, e va fatta alla società: Rastelli è l'allenatore che deve riportare il Bari in Serie B, sì o no? Se la risposta è sì, va detto e difeso davanti a una piazza che ha già perso la pazienza. Se è no, aspettare non serve a nessuno.

Dopo Picerno, sabato 14 novembre c'è il derby con il Foggia: due partite in cinque giorni.

Il Bari ci arriva senza vincere da un mese, e senza sapere con quale allenatore.

Il video ufficiale

Fonte: TuttoBari

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