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Celli per Della Morte al 90': a Caserta il Bari ha scelto di tenersi il punto

Un cambio nel recupero del primo tempo, un gol preso a inizio ripresa, un pari trovato dalla panchina e poi la scelta di difenderlo: tre momenti spiegano Caserta.

Casertana-Bari | Guido Gomez nel post gara
Casertana-Bari | Guido Gomez nel post gara — Foto: SSC Bari (canale ufficiale)

Il cambio che dice più di tutti arriva al 90': fuori Della Morte, un attaccante, dentro Celli, un difensore. Sull'1-1, in casa di una provinciale, con il Potenza a cinque punti, il Bari ha messo un difensore al posto di una punta. Massimo Rastelli ha scelto di portare a casa il pareggio invece di provare a vincerla. Su questa scelta la piazza gli chiede conto, e ha ragione a farlo. Chi vuole la promozione diretta non chiude così una partita a Caserta.

Il primo momento è la fine del primo tempo. Al 45+1' l'allenatore ha già cambiato: dentro Gomez, fuori Tribuzzi. Correggere prima ancora del riposo vuol dire che la squadra messa in campo non stava funzionando, e lo ha capito anche la panchina. Il cambio però non è bastato a proteggere l'avvio della ripresa: al 47' Manconi ha portato avanti la Casertana. Al 51' è entrato Prisco per Grgic, al 55' ai padroni di casa è stato annullato un gol. In quei dieci minuti abbondanti dopo l'intervallo la partita poteva chiudersi, e non nel verso giusto per noi.

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Il secondo è il gol del pareggio, ed è anche l'unica cosa che ha funzionato davvero. Al 67' Gomez, entrato dalla panchina, ha segnato su assist di Anzolin. Cambio azzeccato, va detto senza girarci intorno. Il resto però non si può nascondere: tre tiri in porta in tutta la partita contro gli undici della Casertana, ventiquattro tentativi loro contro nove nostri, dieci corner a tre. Il punto non lo ha costruito la manovra. Lo hanno tenuto in piedi un portiere chiamato a dieci parate e un attaccante che ha sfruttato una delle pochissime occasioni avute.

Il terzo è cosa abbiamo fatto dopo il pari. Dal 72' al 73' la Casertana ha cambiato tre giocatori, all'87' un altro ancora: ha provato a riprendersi la partita. Il Bari ha risposto con Burgio per Anzolin al 79' e con Celli per Della Morte al 90'. Due difensori, nessun attaccante in più. Il messaggio è chiaro: al Bari il pareggio andava bene. Quando la gente parla di gioco che non convince e di una squadra che sembra accontentarsi della categoria, pensa a partite come questa.

Ora i pareggi di fila sono due, 0-0 col Crotone e 1-1 a Caserta, e la vetta è a cinque punti. Non è un crollo, ma è la stessa sensazione che si ripete: una squadra che non si fa travolgere e non riesce a imporsi. La contestazione contro la proprietà e le critiche all'allenatore non nascono dal nulla. Nascono da novanta minuti in cui gli avversari hanno tirato il triplo e il Bari ha scelto di difendere il punto. Se l'obiettivo è la B diretta, chi siede in panchina deve dimostrare di volerla anche quando c'è da rischiare.

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