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Raducioiu: «Ero un personaggio da circo, ma ai test antidoping di Bari non ho mai avuto problemi»

Il centrocampista rumeno, arrivato in Puglia a 20 anni dopo aver lasciato il suo paese, racconta vizi e controlli antidoping degli anni passati in Italia, compresa la tappa a Bari.

Raducioiu
Raducioiu — Foto: tuttobari.com

Florian Raducioiu aveva appena 20 anni quando lasciò la Romania per vestire la maglia del Bari, in un'epoca in cui il calcio italiano viveva di eccessi e il "Van Basten dell'Est", come veniva chiamato, ne è stato uno dei protagonisti più sinceri. Il centrocampista classe 1970, che in Italia ha giocato anche con Verona, Brescia e Milan, ha scelto di raccontare senza filtri la parte meno patinata di quella carriera.

"Ho sicuramente avuto dei vizi", ha ammesso Raducioiu. "Al Monaco andavo pazzo per il vino: compravo bottiglie da 10.000 euro, facevo cene di lusso a Montecarlo". Cifre che oggi, in un calcio di Serie C dove ogni euro di mercato si pesa e si giustifica, suonano quasi di un altro sport prima ancora che di un'altra epoca.

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Ma l'episodio più crudo riguarda la nazionale: dopo Galles-Romania, la partita che qualificò la sua selezione al Mondiale del 1994, Raducioiu finì in un pub e si ubriacò di whisky fino a svenire. "Ero un personaggio da circo", ha sintetizzato lui stesso, chiudendo il pensiero con una battuta sul presente: "Ora sto comunque bene economicamente".

I controlli antidoping tra Brescia, Bari e Verona

La parte più interessante per chi segue le vicende biancorosse riguarda però i controlli antidoping. Raducioiu racconta che a Brescia, Bari e Verona i commissari si presentavano regolarmente dopo le partite, e che spesso era lui il calciatore sorteggiato. "Non ho mai avuto problemi", ha precisato, pur ammettendo di aver seguito "trattamenti medici particolari" in Italia: a Brescia, dice, si praticavano iniezioni endovenose di un liquido rosa, mentre al Milan capitava che prendesse delle pasticche.

Sono parole che vanno lette per quello che sono: il racconto in prima persona di un calciatore che ha vissuto il calcio italiano degli anni '90 da dentro, in un momento storico in cui i protocolli medici e antidoping erano lontani anni luce dagli standard di oggi. Raducioiu non parla di irregolarità trovate, parla di una prassi diffusa che lui stesso definisce parte del personaggio "da circo" che è stato. Resta, comunque la si giudichi, una testimonianza che tocca anche la storia recente del club, in un periodo in cui il Bari era una delle squadre che quei controlli, quelle iniezioni, quelle pasticche li ha visti varcare gli spogliatoi di chi vestiva il biancorosso.

Fonte: TuttoBari

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