Di Gennaro, il capitano della Mitropa Cup che non ha mai lasciato Bari
Arrivato dalla Toscana nel 1988, l'ex centrocampista ha vestito la maglia biancorossa per tre stagioni prima di scegliere di restare a vivere in città per sempre.

Di Gennaro sbarca a Bari nell'estate del 1988, in una città che allora conosceva appena. Alle spalle porta un curriculum pesante: lo scudetto vinto col Verona nel 1985, entrato nella storia del campionato italiano. La piazza biancorossa accoglie il suo arrivo con entusiasmo, aspettandosi da lui esattamente quello che poi è arrivato: la guida di un centrocampo chiamato a riportare il Bari in Serie A.
Quella stagione 1988-89 il Bari punta dritto alla promozione, con una squadra costruita da Gaetano Salvemini per vincere il campionato. Di Gennaro prende in mano le redini del reparto e diventa in pochi mesi uno dei leader dello spogliatoio. L'obiettivo viene centrato: il Bari torna in Serie A, e lui è tra i protagonisti assoluti della cavalcata.
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L'anno successivo, in massima serie, arriva il salto definitivo: Di Gennaro diventa capitano. Sotto la sua fascia il Bari chiude al decimo posto e conquista la Mitropa Cup, l'unico trofeo internazionale mai entrato nella bacheca del club. Un accostamento che dice tutto del peso di quella stagione nella storia biancorossa, e del ruolo che lui ci ha giocato dentro.
La terza e ultima annata in biancorosso, la 1990-91, si chiude con un tredicesimo posto meno brillante, ma è anche il momento in cui Di Gennaro si consacra definitivamente nel cuore della tifoseria. Tre stagioni, una promozione, una fascia da capitano, un trofeo internazionale: un bilancio che a Bari pochi calciatori arrivati da fuori possono vantare.
Da giocatore a bandiera cittadina
Finita la carriera da calciatore, Di Gennaro non è più andato via. Ha scelto di restare a vivere a Bari, contribuendo alla crescita del calcio locale con la nascita di una scuola calcio fondata insieme ad Andrisani e Sansonetti, altri due nomi che hanno vestito il biancorosso. Un modo per restituire alla città quello che la città gli aveva dato da giocatore, questa volta lavorando con i più piccoli.
Oggi, a distanza di decenni da quel 1988, Bari è diventata a tutti gli effetti la sua squadra del cuore. In una piazza abituata a salire e scendere tra i campionati — diciotto promozioni e diciassette retrocessioni in quasi cent'anni di storia — la fedeltà di chi è arrivato da fuori e non se n'è più andato pesa quanto quella di chi è nato qui. Non è un caso che proprio Andrisani, suo socio nella scuola calcio, sia tra le voci che in questi giorni si fanno sentire più spesso sul Bari attuale: un legame che dura da oltre trent'anni e che continua a intrecciarsi con il presente della squadra.
Fonte: TuttoBari




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