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Caserta: «Sono stato vicino a sedermi su quella panchina», e il Catania resta un discorso aperto

L'ex centrocampista rossazzurro, oggi allenatore, racconta di aver trattato in passato la panchina del Catania e rilancia: «Quando sono andato via l'ho lasciato in Serie A e sarebbe bello poterlo riportare nel calcio che conta».

Caserta
Caserta — Foto: pianetaserieb.it

Fabio Caserta non ha chiuso il capitolo Catania. L'ex centrocampista, che ha vestito sia il rossazzurro sia il rosanero, ha raccontato di aver sfiorato in passato la panchina del Massimino: «Sono stato vicino a sedermi su quella panchina e ne avevamo anche parlato. Poi sono state fatte altre scelte». E ha rilanciato: «Io con il Catania ho un discorso aperto. Quando sono andato via l'ho lasciato in Serie A e sarebbe bello poterlo riportare nel calcio che conta».

Caserta ha aggiunto un pensiero sulle piazze del Sud: «Allenare al sud ha un sapore particolare, vista la passione che sono in grado di trasmettere i tifosi». Nei ricordi da calciatore c'è anche spazio per lo spogliatoio: «A Catania c'era Mascara che faceva sempre degli scherzi. Era un giocherellone e spesso la vittima scelta era Morimoto», mentre a Palermo il ruolo toccava a Miccoli, con cui dice di sentirsi ancora spesso.

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Va detto chiaro: oggi la panchina del Catania ha un titolare, Emilio Longo, confermato il 3 settembre e sostenuto dalla piazza anche dopo il 2-1 di Potenza. Le parole di Caserta non sono una notizia di mercato, sono il legame dichiarato di un ex con una città che lui ha lasciato in Serie A. Noi le leggiamo per quello che sono: un promemoria di dove questo club stava quando lui c'era, e di quanto sia lunga la strada da quinti a 16 punti, a nove dal Potenza, con il Giugliano domenica alle 15 al Massimino.

Fonte: GoalSicilia

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