Tabbiani: «Catania non è una ferita aperta per me». E si prende la colpa del gruppo mai nato
L'ex tecnico rossazzurro, oggi al Trento, ammette di aver commesso errori e riconosce di non aver portato a Catania la sua idea di calcio. Ma ricorda anche in che condizioni era la squadra quando arrivò lui.

«Catania non è una ferita aperta per me». Luca Tabbiani torna sulla sua stagione in rossazzurro e stavolta parla soprattutto delle sue responsabilità. Ammette di aver commesso errori, e lo dice senza giri di parole: «Da quell'esperienza sono uscito sconfitto per non avere saputo portare la mia idea di calcio e per non avere creato il gruppo che mi sarebbe piaciuto costruire».
L'attenuante la indica lui stesso: «Sicuramente il Catania in quel momento non era ancora pronto come adesso. Aveva appena vinto il campionato di Serie D, cambiando tanti giocatori». Chi ha vissuto la risalita dopo il fallimento sa che è vero: era una squadra rifatta da capo e appena tornata fra i professionisti.
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Ci colpisce che si prenda la colpa più pesante per un allenatore, quella di non aver costruito un gruppo, invece di scaricarla sulla società o sul momento. Oggi Tabbiani guida il Trento nelle zone alte del Girone A. Il Catania di Emilio Longo è quarto con 19 punti e domani alle 14:30 va al Monterisi di Cerignola, dove non ha mai segnato.
Fonte: TuttoC




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