Longo e la felicità di aprile: dopo il 6-0 al Giugliano, il tecnico chiede al Catania di guardare lontano
Il tecnico rossazzurro rilegge la sesta vittoria stagionale come un passaggio, non un traguardo: l'obiettivo è arrivare al massimo ad aprile. E il ritorno dell'elefantino alza il livello delle richieste.

Sei gol al Giugliano, 19 punti, quarto posto, e Longo dice di non cercare la felicità di oggi ma quella di aprile. È la frase che riassume il dopo-partita: la vittoria c'è stata, netta, ma per il tecnico non è il punto d'arrivo. Il Catania, dice, deve costruire una squadra che migliora partita dopo partita, e il metro non è la classifica di oggi.
Non è un messaggio nuovo, e non è un caso. Ieri il tecnico aveva già parlato di «paura nel legittimare il risultato» nei minuti successivi all'1-0 di Cavuoti all'8', e di palloni alle spalle di Di Gennaro da correggere. Il filo è lo stesso: anche in una domenica da 6-0 lo staff trova subito ambiti su cui lavorare, e trasforma la soddisfazione in compiti concreti. Quello che aggiunge oggi è la prospettiva: il lavoro quotidiano conta più del risultato della domenica.
Leggi anche Longo e l'elefantino: «Dobbiamo essere i migliori a voler migliorare», ma dopo Potenza servono fatti
L'elefantino come responsabilità
Longo collega questo discorso all'acquisizione del logo storico, aggiudicato al club il 22 ottobre per 250mila euro. Per il tecnico è un ulteriore step di responsabilità: il ritorno dell'elefantino solleva il livello delle aspettative e chiede alla squadra di essere all'altezza di un'identità che la piazza ritrova. Il senso è quello già espresso in conferenza alla vigilia: «Dobbiamo essere i migliori a voler migliorare».
Qui ci permettiamo una lettura nostra. L'approccio ci convince: dopo un 2-1 a Potenza che aveva interrotto la serie di cinque risultati utili, un allenatore che spegne l'euforia al giorno dopo un 6-0 è esattamente ciò che serve. Ma il rovescio c'è: più si carica una squadra di significati, più pesa ogni passo falso, e la piazza che chiede la promozione diretta non fa sconti. Un gruppo che parla di identità e storia deve poi dimostrarlo anche quando il campo non è il Massimino pieno.
La classifica, intanto, dice che i margini sono stretti: quattro squadre in sette punti in testa, il Potenza a 26, il Bari a 21, il Sorrento a 20, noi a 19. Aprile è lontano, e proprio per questo Longo ha ragione a non fermarsi all'11ª giornata. Il primo esame del suo discorso è sabato 31 ottobre alle 14:30 al Campo Comunale Domenico Monterisi: Cerignola-Catania, contro una squadra sesta a 17 punti, la prima trasferta dopo Potenza. Lì si capisce se l'ossessione per il miglioramento viaggia anche fuori casa.
Fonte: Il Fatto di Catania




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.