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Longo e l'elefantino: «Dobbiamo essere i migliori a voler migliorare», ma dopo Potenza servono fatti

Alla vigilia di Catania-Giugliano l'allenatore parla del marchio tornato al club e chiede alla squadra di guardare solo a se stessa. La piazza, dopo il 2-1 del Viviani, aspetta risposte dal campo.

Lo stadio Angelo Massimino di Catania
Lo stadio Angelo Massimino — Foto: MicheleC0213 · CC BY-SA 4.0

Alla vigilia di Catania-Giugliano, in sala stampa, Longo è partito dall'elefantino. Lo sforzo della società per riportare a casa il marchio storico, ha detto, «inorgoglisce anche coloro che fanno parte di questa famiglia». Sapere quanto la gente volesse recuperare «un'identità e un pezzo di storia» rende la squadra, nelle sue parole, «sempre più responsabili» davanti a quel «mare di entusiasmo» che Catania non smette di dare. Il tecnico legge l'asta chiusa a 250mila euro come l'occasione per unire il popolo agli aspetti aziendali: il «tutti insieme» che ripete ai suoi ragazzi.

Poi la frase che dà il titolo: «Non dobbiamo fare la corsa verso nessuno se non su noi stessi». Longo chiede di mantenere un profilo identitario e di essere «proficui come siamo stati nell'ultimo periodo». Aggiunge: «Spesso dico ai ragazzi che dobbiamo essere i migliori a voler migliorare».

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Noi la leggiamo così: il discorso è corretto, ma arriva una settimana dopo Potenza, dove il gol dopo 3 minuti ha indirizzato la gara e il Catania, pur col 56% di possesso, ha creato le occasioni meno nitide. Parlare di miglioramento è legittimo; sull'ultima sconfitta, però, in sala stampa non c'è stata una risposta che ci abbia convinto. E sul «non fare la corsa verso nessuno» resta una domanda scomoda: il Potenza è a 26 punti, noi a 16, e con una vittoria sul Giugliano si torna a -7. Domenica alle 15 al Massimino, davanti a un avversario che è 15° con 10 punti, l'identità di cui parla Longo si misura in campo, non con un marchio.

Il video ufficiale

Fonte: Catania FC

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