Zero alibi: la linea di Longo dopo Potenza vale solo se domenica la squadra la rispetta
Responsabilità e lavoro quotidiano, senza nascondersi dietro arbitro e assenze: è il messaggio che l'allenatore ha fissato dal suo arrivo e che dopo il 2-1 del Viviani diventa un impegno da onorare contro il Giugliano.

Zero alibi, responsabilità, lavoro quotidiano. È la linea che Emilio Longo ha portato a Catania dal primo giorno e che dopo il 2-1 di Potenza assume un peso diverso: gli episodi arbitrali, le assenze e le difficoltà incontrate in partita restano elementi di analisi, ma non possono diventare la giustificazione di una sconfitta. Lo ha detto da solo davanti ai microfoni del Viviani, parlando di rabbia e guardando già al Giugliano, mentre nessun calciatore ha aperto bocca nel dopo partita.
È una posizione che condividiamo, ma che va presa sul serio fino in fondo. Perché se il gol annullato a Cicerelli al 37' e il rigore di Castorani al 66' non devono essere un alibi, allora non lo devono essere nemmeno per chi, in questi giorni, ha usato l'arbitro per chiudere il discorso. A Potenza il Catania ha tenuto palla più a lungo, 56% contro 44%, e le occasioni pulite le ha avute il Potenza, con Dini costretto a due interventi su Selleri. Ha preso sei ammonizioni, tra cui quella dello stesso Longo al 38', e tre di queste tra l'89' e il 90', quando la partita andava recuperata, non innervosita. Il gol di Allegretto al 90' ha cambiato il risultato, non la sostanza.
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Le assenze esistono e sono pesanti: Russo fuori per il resto del 2026 dopo l'operazione a Turku, Pagliai ancora senza data di rientro, Aloi che non gioca una gara ufficiale dal 26 ottobre 2025. Ma la responsabilità di cui parla il tecnico è anche la sua: a Potenza ha confermato in blocco gli uomini di Altamura, Bruzzaniti preferito a Lunetta e Allegretto a Perrotta, e il doppio cambio Torrasi-Lunetta è arrivato solo al 57', poco prima che il rigore spostasse la partita. Chiedere ai giocatori di guardarsi allo specchio è giusto. Lo specchio, però, vale per tutti.
La classifica non concede sconti: quinti a 16 punti, il Cerignola davanti a 17 e il Potenza a nove lunghezze. Dopo cinque risultati utili di fila, il Viviani ha rimesso tutto in discussione.
Domenica 25 ottobre alle 15, al Massimino contro il Giugliano, la cultura del lavoro non si misura a parole: si misura con quei tre punti che a Potenza non sono arrivati, e con una squadra che per novanta minuti non cerchi nessun alibi, nemmeno quando l'arbitro gliene offre uno.
Fonte: TuttoCalcioCatania




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