Torre del Grifo, elefantino, asta da 250mila euro: i tifosi hanno visto le promesse mantenute, ma ora vogliono il campo
Il club ha riportato a casa il marchio storico e la squadra si allena di nuovo a Torre del Grifo dal 6 ottobre. Dopo Cerignola la piazza però chiede risposte sul campo, e domenica 8 novembre arriva il Sorrento.

Sul tavolo ci sono due cose diverse, e la piazza le tiene separate. Da una parte c'è quello che il club ha fatto fuori dal campo. Torre del Grifo è stato aggiudicato il 23 ottobre 2025 e la squadra vi si allena di nuovo dal 6 ottobre 2026, con gli uffici rinnovati attesi entro metà novembre. Il marchio storico, l'elefantino con lo scudetto rossazzurro, è tornato al Catania FC il 22 ottobre con un'offerta da 250mila euro, a fronte di una base d'asta di 55mila. Dall'altra parte c'è il campo, che a Cerignola ha detto un'altra cosa.
Chi conosce la piazza sa che questi due piani non si compensano. La Curva Nord, dopo l'asta, ha scritto che «alla società va riconosciuto di aver mantenuto la promessa», ed è un riconoscimento che pesa, perché arriva da chi di solito non fa sconti. Ma una promessa mantenuta sul marchio non cancella il 31 ottobre. Il Cerignola ha vinto 1-0 con il gol di Boccadamo al 56', nato da una rimessa laterale ritardata da Allegretto, in una partita in cui il Catania ha tenuto il pallone per il 66% del tempo senza tirare più dell'avversario: 13 tiri a 13, 4 nello specchio per parte.
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Il punto di rottura, se così lo vogliamo chiamare, sta nei numeri della classifica. Cinque sconfitte in dodici giornate, 19 punti, il quinto posto. Il Potenza è a 29, dieci punti sopra di noi, e davanti ci sono anche Bari (22), Cerignola e Sorrento (20). In trasferta abbiamo raccolto 9 punti in 7 gare, e le ultime due uscite, a Potenza e a Cerignola, sono state due sconfitte contro squadre di testa. L'obiettivo dichiarato è la promozione diretta, che va solo alla prima, e la distanza dalla vetta oggi è quella di una squadra che deve ancora dimostrare di poterci arrivare.
Il conto che la piazza presenta
Noi siamo tifosi, e diciamo come la vediamo. Gli investimenti non sono in discussione: sono visibili, e chi li nega lo fa per partito preso. Ma sono la cornice, non la partita. Chi paga il biglietto al Massimino ha il diritto di pretendere che i risultati somiglino almeno un po' all'ambizione dichiarata, e dopo Cerignola quella somiglianza non c'è. C'è anche un contorno che non aiuta: Piagreen, l'azienda che curava il manto erboso dello stadio, ha chiuso il rapporto con il club, e la questione degli arretrati non è ancora completata. Piccole cose, se prese una a una. Messe insieme alle sconfitte, alimentano il sospetto che sotto la superficie qualcosa non giri come dovrebbe.
Longo ha detto «responsabilità mia» dopo la partita, e la frase gli fa onore. Ma la responsabilità si misura sulle scelte: l'undici di Potenza è stato riproposto identico a Cerignola, con Cavuoti, Liguori e Caturano in panchina, nonostante un sondaggio fra i tifosi chiedesse in maggioranza quello del 6-0. Non diciamo che il sondaggio faccia la formazione. Diciamo che quando una scelta controcorrente non paga, il conto arriva tutto allo stesso indirizzo.
Domenica 8 novembre alle 14:30 al Massimino arriva il Sorrento, che ha un punto più di noi e viene dal 1-2 casalingo con l'Altamura. È la partita in cui la piazza smette di aspettare. Il mercato è chiuso fino al 2 gennaio, quindi niente rinforzi da invocare: la risposta deve venire da questi giocatori, e dal modo in cui Longo li schiera. Se alla fine dei 90 minuti il tifoso uscirà dallo stadio ancora a chiedersi dov'è finita la squadra vista col Giugliano, nessuna foto dell'elefantino basterà a fargli cambiare idea.
Fonte: TuttoCalcioCatania



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