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Logo Catania, asta chiusa: l'elefantino torna al club per 250mila euro, battuti i 235mila della Revolution Group

Il marchio storico con l'elefante e il pallone è del Catania FC di Ross Pelligra. Rispetto alla base di 55mila euro il club ha pagato più di quattro volte tanto, dopo una mattinata di rilanci contro la ditta di infissi rimasta in corsa fino all'ultima offerta.

Lo stadio Angelo Massimino di Catania
Lo stadio Angelo Massimino — Foto: MicheleC0213 · CC BY-SA 4.0

L'asta per il logo del Catania è chiusa e l'ha vinta il club. Il marchio storico con l'elefante e il pallone, che faceva parte del patrimonio della vecchia società (matricola 11.700), è stato aggiudicato al Catania FC per 250mila euro. Prima dell'ultimo rilancio era in testa la Revolution Group Srl con 235mila euro: è stata l'unica a contendere il bene al club fino alla fine. La base d'asta era di 55mila euro, quindi la cifra finale è più di quattro volte quella di partenza.

Le offerte sono salite in poco più di un giorno. Mercoledì il Catania FC era tornato davanti con 71.500 euro, poi a mezzanotte la ditta di infissi aveva risposto con 75mila. Da lì si è ripartiti stamattina alle 9, un rilancio dopo l'altro, fino ai 235mila della Revolution Group e ai 250mila che hanno chiuso la partita. Fra i concorrenti c'era anche il Comune, iscritto in qualità di garante. Un privato, rappresentato da un ex calciatore delle giovanili etnee, aveva fatto sapere che non avrebbe rilanciato quando ha scoperto che si era inserito il Comune.

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Sono passati quattro anni dal fallimento della vecchia società, e la proprietà di Ross Pelligra aveva promesso di riprendersi il marchio. Su questo punto la promessa è stata mantenuta, ed è giusto riconoscerlo senza giri di parole. Sui canali ufficiali del club, a fine asta, il vicepresidente e amministratore delegato Vincenzo Grella si è fatto vedere con la t-shirt celebrativa.

Grazie, ma non è gratis

La piazza ringrazia il presidente e insieme presenta il conto. Durante i rilanci i tifosi si sono divisi, come abbiamo già raccontato. Oggi però la discussione è un'altra: quanto è costato riportare a casa qualcosa che nel cuore dei tifosi non era mai andato via, e perché ci sono voluti quattro anni. Il ragionamento che si sente in giro lo condividiamo: 250mila euro spesi per riprendersi il simbolo sono una scelta che si rispetta. Il prezzo però l'ha fatto salire chi non aveva nessun legame con questa storia, e i ritardi accumulati da quando la vecchia società è fallita fanno parte del conto. A questo si aggiunge quello che la gente chiede da mesi: più trasparenza nella comunicazione e nessun'altra penalizzazione. Il logo è un segnale. Non basta a rispondere a queste richieste.

C'è poi il campo, e il campo in questi giorni non concede distrazioni. Il Catania arriva dal 2-1 del Viviani, che ha chiuso una serie di cinque risultati utili. È quinto con 16 punti dopo dieci giornate, nove sotto il Potenza capolista, e la Casertana ha gli stessi punti. Il simbolo ritrovato muove l'orgoglio ma non la classifica, e sarebbe un errore lasciare che la festa per l'elefantino copra la sconfitta di sabato.

Domenica alle 15 al Massimino arriva il Giugliano, quindicesimo con 10 punti e reduce dal 3-1 al Foggia. Sarà la prima partita con il marchio storico di nuovo del club. Conterà soltanto se finisce con tre punti.

Fonte: StrettoWeb Sport

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