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Lo stemma con l'elefantino torna al Catania: aggiudicato per 250mila euro, più di quattro volte la base d'asta

Il Catania FC vince il duello con la Revolution Group e si prende il marchio storico del Calcio Catania spa, matricola 11.700. La cifra finale è lontanissima dai 55mila euro di partenza e dai 71.500 di ieri.

Lo stemma con l'elefantino torna al Catania: aggiudicato per 250mila euro, più di quattro volte la base d'asta
Lo stemma con l'elefantino torna al Catania: aggiudicato per 250mila euro, più di quattro volte la base d'asta — Grafica Arena Catania

Duecentocinquantamila euro. Con questa cifra il Catania FC si è aggiudicato il marchio storico del Calcio Catania spa: lo stemma con l'elefantino e lo scudetto rossazzurro, legato alla matricola federale 11.700. L'asta telematica del Tribunale di Catania si è chiusa con il club davanti alla Revolution Group. Prima di arrivare all'offerta decisiva c'è stata una lunga serie di rilanci, che ha portato il prezzo lontanissimo dalla base di 55mila euro.

Ieri il Catania FC era tornato in testa con 71.500 euro, 500 sopra la Revolution Group, e la chiusura era fissata per stamattina alle 11. Da lì le due offerte sono salite di altri 178.500 euro. In tutto il prezzo finale supera la base di 195mila euro: più di quattro volte la cifra di partenza. Quando l'asta si è aperta, il 15 ottobre, i candidati erano tre, perché c'era anche il Comune di Catania. Alla fine però si è giocato tutto fra il club e la società riconducibile a Provvidenza Napoli e al marito Carlo Concorso.

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Quel marchio apparteneva alla vecchia società, fallita nel dicembre 2021 ed esclusa dalla Serie C nell'aprile 2022. Il club di Ross Pelligra è ripartito dalla Serie D ed è tornato in C nel 2023, ma lo stemma era rimasto separato da questa nuova storia. L'obiettivo adesso è riunire il marchio storico e il percorso della società attuale. Arriva un mese dopo l'80° anniversario del 24 settembre: la società nata nel 1946 si riprende il simbolo con cui è diventata quello che è stata.

Il simbolo e il campo

Per noi è il risultato giusto, e lo diciamo chiaramente: se lo stemma dell'elefantino fosse finito a un soggetto esterno al club che porta il nome della città, sarebbe stata una ferita in più su una storia che ne ha già avute abbastanza. La cifra però va guardata con lucidità. Non si sa se 250mila euro siano il valore del marchio o il risultato di una gara al rialzo contro un privato che non mollava. Probabilmente sono un po' tutte e due le cose, e non c'è nulla di male a dirlo. È stata una scelta della società: ha deciso che quel simbolo valeva lo sforzo.

Lo stemma, però, non sposta un punto in classifica. Arriva cinque giorni dopo il 2-1 del Viviani, che ci ha lasciati quinti con 16 punti, a nove dal Potenza e dietro anche al Cerignola. La domanda che molti tifosi si porteranno al bar è semplice: avremo la stessa determinazione, la stessa voglia di arrivare fino all'ultimo rilancio, anche dove la stagione si decide davvero? A Potenza quella determinazione non si è vista per novanta minuti. Le occasioni più nitide le hanno avute i padroni di casa, nonostante il nostro 56% di possesso.

Domenica alle 15 allo Stadio Angelo Massimino arriva il Giugliano, quindicesimo con 10 punti, reduce dal 3-1 al Foggia. Lo stemma è di nuovo nostro.

I tre punti vanno ancora conquistati.

Fonte: CataniaToday

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