Cerignola-Catania, la partita si decide fuori dal possesso: transizioni, duelli e i palloni alle spalle della difesa
Domani alle 14:30 al Monterisi Longo e Catalano mettono di fronte due squadre aggressive che costruiscono in modo diverso. Per noi il nodo è come reggiamo il ritmo e cosa succede quando perdiamo il pallone.

A Cerignola il pallone ce l'avremo noi, come quasi sempre in questo campionato: il Catania è primo nel girone per possesso palla con il 54,3%. Il problema è che domani conterà poco. Al Monterisi non si deciderà chi gioca meglio da fermo. Si deciderà chi regge il ritmo, chi vince i duelli e chi legge prima le transizioni, perché Emilio Longo e Raimondo Catalano allenano due squadre che vogliono essere aggressive e propositive, ma costruiscono in modi diversi.
Il punto debole lo ha già nominato Longo dopo il 6-0 al Giugliano, ed è il dettaglio più utile per capire questa vigilia. Il tecnico ha segnalato i palloni finiti alle spalle di Di Gennaro, proprio nella serata in cui tutto era andato bene. Con la difesa a tre il Catania ha fatto sei risultati utili in sette gare, ma è un assetto che lascia campo dietro quando i quinti salgono e la squadra si allunga. Contro un avversario che riparte forte è il punto da cui l'Audace proverà a farci male.
Leggi anche Catalano chiede al Cerignola «la partita perfetta»: al Monterisi il Catania non ha mai segnato
Poi c'è l'avvio. A Potenza Ghisolfi ci ha punito al 3', e da lì la partita è diventata una rincorsa finita 2-1 nonostante il gol di Allegretto al 90'. Il Cerignola di Catalano parte aggressivo e in casa ha raccolto 11 dei suoi 17 punti. Se il primo quarto d'ora sarà tutto pressione e seconde palle, servirà una squadra che non si scomponga. Il possesso da solo non basta: a Potenza ce l'avevamo, e abbiamo perso lo stesso.
Dove possiamo fare la differenza
Il nostro vantaggio sta fra le linee. Longo chiede a Cicerelli di stare nei mezzi spazi e lasciare la fascia al quinto. Contro il Giugliano il numero 10 ha fatto un gol e un assist, e con Coda (tre gol fra Altamura e Giugliano) ha dato peso a una trequarti che sa cucire il gioco. Sono questi gli spazi in cui una squadra aggressiva, quando va a pressare alto, lascia buchi. Il Cerignola ha subito 11 gol, quindi non regala niente. Però arriva dal 2-0 incassato a Monopoli, e l'ultima immagine che ha lasciato è quella di una difesa che si può scardinare.
C'è anche un dubbio che ci portiamo dietro dal 6-0, e che non vogliamo nascondere. Longo ha detto che il secondo gol «ci ha liberato mentalmente», e il rilassamento a risultato acquisito l'ha notato anche chi commentava la gara in tv. Contro il Giugliano quel calo non è costato niente. Domani, su un campo dove non abbiamo mai vinto né segnato, ogni pausa di concentrazione può diventare un gol subito. Lo 0-0 dell'anno scorso, salvato da Dini, è lì a ricordarlo.
Siamo quarti a 19 punti, sette dietro il Potenza. Con un successo a Cerignola avremmo il miglior rendimento esterno del girone. Domani alle 14:30, senza i nostri tifosi sugli spalti, vedremo se questa squadra sa vincere anche le partite sporche oltre a quelle in cui ha il controllo del pallone.
Fonte: TuttoCalcioCatania




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.