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Difesa a tre, sei risultati utili in sette gare: l'unico ko è arrivato a Potenza, contro la capolista

Con la linea a tre il Catania di Emilio Longo ha raccolto sei risultati utili su sette partite. I numeri danno ragione al tecnico. Restano però la sconfitta del Viviani e quei palloni alle spalle di Di Gennaro, e sabato al Monterisi si vedrà quanto regge il nuovo assetto.

Difesa a tre, sei risultati utili in sette gare: l'unico ko è arrivato a Potenza, contro la capolista
Difesa a tre, sei risultati utili in sette gare: l'unico ko è arrivato a Potenza, contro la capolista — Grafica Arena Catania

Sette partite con la difesa a tre, sei risultati utili. È il dato che spiega meglio il Catania di queste settimane, più dei sei gol al Giugliano. La squadra che aveva aperto il campionato con due sconfitte e zero punti ha trovato una struttura che tiene. Oggi è quarta con 19 punti dopo 11 giornate.

Il cambio di assetto ha dato alla squadra una continuità che prima non aveva. Le cifre complessive raccontano la stessa cosa: 24 gol fatti e 12 subiti, il miglior possesso palla del Girone C con il 54,3%, 63 tiri nello specchio, secondo dato del girone. Nelle ultime tre partite la porta di Dini è rimasta inviolata due volte, ad Altamura e domenica contro il Giugliano.

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Il buco di Potenza

C'è però una partita che stona, e non è una partita qualunque. L'unica sconfitta con la difesa a tre è arrivata al Viviani, contro il Potenza che oggi guida il girone con 26 punti. Ghisolfi ha segnato al 3', Castorani ha raddoppiato su rigore al 66' e il gol di Allegretto al 90' è servito solo per il tabellino. Quel giorno il Catania ha tenuto il pallone per il 56% del tempo e ha visto annullare un gol a Cicerelli al 37'. Il problema è proprio questo: avere il possesso e perdere lo stesso. Longo dice che «non abbiamo sbagliato nemmeno la partita di Potenza». Noi la pensiamo diversamente. Un assetto si misura soprattutto negli scontri diretti, e l'unico scontro diretto di queste sette gare l'abbiamo perso.

Anche domenica, nella giornata più larga della stagione, il tecnico ha trovato qualcosa da correggere. Dopo l'1-0 ha visto per circa un quarto d'ora «una certa paura nel legittimare il risultato» e ha segnalato i palloni finiti alle spalle di Di Gennaro. È un'indicazione onesta. Se una linea a tre concede profondità contro il Giugliano, che era quindicesimo con 10 punti, contro squadre più organizzate rischia di pagarla di più.

In difesa, intanto, si è preso il posto Cabianca, arrivato in prestito dalla Cremonese il 21 ottobre: è titolare al posto dell'infortunato Ierardi e ad Altamura ha segnato all'81'. Accanto a lui c'è Quaini, che con 125 presenze è il rossazzurro con più gare dalla rinascita. Su Donnarumma, assente col Giugliano per affaticamento, la decisione per Cerignola non è ancora presa.

Il dubbio che ci portiamo dietro è semplice. Questa difesa a tre ha battuto chi le stava dietro in classifica, ma non ha ancora battuto chi le sta davanti. Il distacco è di -7 dal Potenza, -2 dal Bari e -1 dal Sorrento. In questa fase della stagione nessuno di questi numeri è una sentenza, e infatti nessuno di noi la scrive.

Sabato alle 14:30 si gioca al Monterisi, il campo dove l'Audace ha fatto 11 dei suoi 17 punti e dove il Catania non ha mai vinto né segnato. Per la difesa a tre è la prova più dura dai tempi del Viviani.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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