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Dini, la panchina e i palloni alle spalle di Di Gennaro: cosa resta del 6-0 oltre i gol

Contro il Giugliano la porta è rimasta inviolata e i due entrati al 64' hanno segnato entrambi. Sono le indicazioni più solide del pomeriggio del Massimino, ma Longo ha già indicato cosa non va. Sabato si gioca a Cerignola.

Dini, la panchina e i palloni alle spalle di Di Gennaro: cosa resta del 6-0 oltre i gol
Dini, la panchina e i palloni alle spalle di Di Gennaro: cosa resta del 6-0 oltre i gol — Grafica Arena Catania

Sei gol li hanno visti tutti. Meno raccontato è lo zero nella casella dei gol subiti, e il momento in cui quello zero ha rischiato davvero. Nella prima parte del secondo tempo, con il risultato già sul 3-0, il Giugliano è arrivato dalle parti di Dini più di una volta, e il numero 57 ha dovuto farsi trovare pronto. È la seconda porta inviolata nelle ultime tre partite, dopo lo 0-3 di Altamura. In mezzo c'è il 2-1 del Viviani.

Il dato conta perché la difesa resta il reparto su cui Longo ha speso le parole più severe dopo la partita. Il tecnico ha indicato i palloni giocati alle spalle di Di Gennaro come un problema da correggere, e ha ammesso che dopo l'1-0 di Cavuoti, per circa 15 minuti, ha visto «una certa paura nel legittimare il risultato». Avanti di un gol al Massimino contro una squadra arrivata in piena crisi, il Catania si è irrigidito. Lo ha sbloccato solo il raddoppio di Coda al 28', di testa su cross di Cicerelli: «Il secondo gol ci ha liberato mentalmente», ha detto Longo.

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Due cambi, due gol

Il secondo segnale riguarda la panchina. Al 64' Longo ha tolto Coda e Lunetta e ha messo dentro Caturano e Liguori. Sette minuti dopo Caturano ha trasformato il rigore del 5-0, procurato proprio da Liguori, e al 75' Liguori ha chiuso i conti con il suo primo gol in rossazzurro. Per Caturano, rimasto dopo che a settembre la sua uscita era sfumata, è un modo concreto per ricordare che la gerarchia in attacco non è chiusa. Per Liguori è la fine di un'attesa.

Detto questo, il contesto va pesato. Il Giugliano ha chiuso la giornata con un allenatore ad interim, Tulino, che a fine gara ha chiesto scusa ai propri tifosi. Allargare il punteggio su un avversario che sbanda dice qualcosa sulla fame della squadra, ma non misura quanto valgano davvero le alternative. Quella misura arriva quando un cambio deve raddrizzare una partita, non arrotondarla. Ed è giusto ricordare che Longo stesso ha frenato su Cavuoti, chiedendo di non caricarlo di attese, e che i cross di Lunetta, autore dell'assist per l'1-0, non gli sono piaciuti.

Ci teniamo l'entusiasmo, perché è meritato. La domanda però resta: un Catania che contro il Giugliano ha avuto paura per un quarto d'ora sull'1-0, come gestirà un vantaggio minimo in trasferta, contro un avversario che non regala nulla? A Potenza, dopo il gol di Ghisolfi al 3', ha inseguito per tutta la partita e ha accorciato solo al 90' con Allegretto.

La classifica dice quarto posto a 19 punti, a -1 dal Sorrento, -2 dal Bari e -7 dal Potenza. Il Cerignola, sesto con 17 punti prima dei posticipi, ci aspetta sabato 31 ottobre alle 14:30 al Domenico Monterisi. È la prima trasferta dopo il Viviani. Lì si capirà se la porta chiusa e la panchina che segna valgono anche lontano dal Massimino.

Fonte: CataniaToday

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