Coda, Cicerelli, Cavuoti, Caturano: le quattro C del 6-0, e il lavoro che Longo ha già messo in agenda
Quattro nomi su sei gol al Giugliano, ma Longo parla già di paura da correggere e di palloni alle spalle di Di Gennaro. A Cerignola, sabato alle 14:30, si vede se il Catania sa ripetersi lontano dal Massimino.

Quattro C, quattro firme: Cavuoti all'8', Coda al 28' e al 34', Cicerelli al 62', Caturano su rigore al 71'. Il 6-0 al Giugliano si chiude con il primo gol in rossazzurro di Liguori al 75', ma l'ossatura della goleada sta in quei quattro cognomi. È un modo comodo di raccontarla, e per una volta anche corretto.
Cavuoti ha aperto su assist di Lunetta. Coda ha fatto il resto del primo tempo: di testa su cross di Cicerelli al 28', poi di nuovo al 34'. Tre gol in 34 minuti hanno spaccato la partita prima dell'intervallo. Poi Cicerelli ha messo la firma da solo, e tra il 62' e il 75' sono arrivati altri tre gol in 13 minuti.
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Il rigore non è un'etichetta
Una precisazione, perché il gioco delle quattro C rischia di mettere tutto sullo stesso piano. Quello di Caturano è un rigore: pesa nel punteggio, ma racconta meno degli altri sull'identità della squadra. Il filo che conta è un altro, quello tra Cicerelli e Coda: l'assist del primo, la doppietta del secondo, e poi il gol dello stesso Cicerelli. Il Catania segna quando la zona rifinitura funziona, e contro il Giugliano ha funzionato.
Anche per questo diffidiamo dei titoli sulla goleada. Longo, a partita finita, non ha parlato da vincitore: ha visto per circa 15 minuti dopo l'1-0 «una certa paura nel legittimare il risultato» e ha ammesso che «il secondo gol ci ha liberato mentalmente». Un allenatore che dopo un 6-0 ricorda la paura sta dicendo che quella partita poteva prendere un'altra piega. Ha citato anche i palloni alle spalle di Di Gennaro e ha chiesto di non caricare di attese Cavuoti. Per lui la partita che conta è quella di aprile.
Perfezione, ma da dove si comincia
La «perfezione» che si legge nel titolo di questo ragionamento è la linea di Longo, già espressa alla vigilia con «dobbiamo essere i migliori a voler migliorare». Una frase che a Potenza, dopo il 2-1 del 17 ottobre, suonava come un conto aperto e che dopo il Giugliano suona come un programma. La classifica dà ragione al percorso: 19 punti, 4° posto, 24 gol fatti e 12 subiti, a -1 dal Sorrento e a -2 dal Bari.
Il dubbio che ci portiamo al bar è semplice: quante di queste quattro C si ripetono fuori casa? La partenza è stata a Casertana e Altamura, due vittorie in trasferta (1-2 e 0-3). L'ultima uscita, a Potenza, è finita male: abbiamo avuto il 56% di possesso, ma le occasioni più nitide sono state loro.
Sabato 31 ottobre alle 14:30 al Campo Comunale Domenico Monterisi c'è il Cerignola, 6° con 17 punti, a due lunghezze da noi. Quel giorno nessuno chiederà perfezione: basterà che la squadra che ha spaventato se stessa per 15 minuti contro il Giugliano non lo faccia in trasferta contro una rivale diretta.
Fonte: TuttoCalcioCatania




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