Longo dopo il 6-0: «paura nel legittimare il risultato» per 15 minuti e lo staff già in sala video
Il 6-0 al Giugliano, per Longo, è anche un elenco di cose da correggere: la paura dopo l'1-0, le palle alle spalle di Di Gennaro, un Cavuoti da non caricare di attese. La partita che conta, dice, è quella di aprile.

Sei gol, quattro vittorie nelle ultime cinque e il quarto posto, eppure il primo pensiero di Emilio Longo in sala stampa è stato per quello che non ha funzionato. Dopo l'1-0 di Cavuoti all'8', racconta, «per circa 15 minuti» ha visto «una certa paura nel legittimare il risultato». In quel frangente, dice, la squadra non ha interpretato il piano gara come avrebbe dovuto. Poi è arrivato il 2-0 di Coda al 28': «Il secondo gol ci ha liberato mentalmente». Il 3-0, sempre di Coda, è arrivato al 34'.
Non è finita lì. A inizio ripresa il Giugliano ha alzato il baricentro e ha messo in difficoltà i nostri, costringendo Dini a un paio di ottimi interventi. Longo ammette anche di aver rischiato qualcosa su un paio di palloni giocati alle spalle di Di Gennaro, coperti bene dai braccetti. «Sarebbe stato un peccato subire gol in una giornata come questa». Dalla metà della ripresa, invece, la squadra è stata per lui «devastante» negli spazi e nelle transizioni. Sono i minuti dei gol di Cicerelli (62'), Caturano su rigore (71') e Liguori (75').
Cavuoti e Liguori, due messaggi diversi
Su Cavuoti, titolare e autore dell'1-0, l'allenatore chiede quasi una cortesia: non caricarlo di aspettative, «perché sappiamo già come è andata in passato». Lo definisce un «diamante grezzo» e dice che sul primo gol ha fatto qualcosa di straordinario, ma che una giocata così dovrebbe riuscirgli «sette o otto volte» a partita. «Non siamo ancora a quel livello». Il giocatore che l'ha soddisfatto di più, però, è Liguori: fuori dall'undici, «ha ragione di essere arrabbiato», eppure è entrato anche da quinto, ha conquistato il rigore e ha segnato. Noi ci aggiungiamo che era il suo primo gol in rossazzurro.
Longo ha spiegato anche una scelta tattica: Vallocchia, come Quaini, può abbassarsi sulla linea difensiva. Contro un attacco a tre serviva superiorità in costruzione, il 4 contro 3, per muovere gli avversari e costringerli a uscire dalle posizioni. A suo dire Cicerelli ha giocato la sua migliore partita da quando lavorano insieme, perché ha letto e occupato gli spazi invece di cercare la fascia.
La classifica, secondo Longo
Il quarto posto vale 19 punti: -1 dal Sorrento, -2 dal Bari, -7 dal Potenza. Longo però invita a non farne un'ossessione: «Quella che conta è quella di aprile». Ricorda che nelle ultime sette partite sono arrivate cinque vittorie, un pareggio e una sconfitta, e che mantenendo questo rendimento «a marzo potremo trovarci a lottare per il titolo». Quel «se» pesa più della frase intera. Undici giornate sono poche per fare proiezioni, e lui stesso chiede di staccarsi dai risultati, nel bene e nel male: non sarebbe coerente, dice, chiedere equilibrio dopo una sconfitta e farsi trascinare dopo una vittoria. Il suo staff, già oggi, era in sala video a guardare cosa non ha funzionato «anche sul 6-0».
La nostra lettura è che quella paura dopo l'1-0 è il dato da tenere, più dei sei gol. È la stessa squadra che otto giorni fa a Potenza ha perso 2-1, e la distanza fra le due versioni è stata questa volta una quindicina di minuti. Sabato 31 alle 14:30 al Monterisi c'è il Cerignola, sesto con 17 punti. Longo lo definisce «sottovalutato» e avverte che sarà una partita molto difficile. Lì vedremo quale delle due squadre si presenta.
Il video ufficiale
Fonte: TuttoC




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