Cosa ha retto nel 6-0: l'avvio, il filo Cicerelli-Coda e la panchina
Tre gol entro il 34', la zona Cicerelli-Coda e due ingressi al 64' che hanno prodotto due reti: i fatti che hanno deciso Catania-Giugliano.

Prima cosa, la più concreta: la partita è stata chiusa nei primi 34 minuti. Cavuoti all'8' su assist di Lunetta, poi Coda al 28' e di nuovo al 34', cioè due gol in sei minuti. Il secondo è nato da un passaggio di Cavuoti, il primo da uno di Cicerelli. Il Catania ha trasformato il vantaggio in controllo e non ha dovuto inseguire nulla. Il Giugliano ha cambiato due uomini all'intervallo, al 46', e al 62' era comunque sotto di quattro gol. Il piano della ripresa non ha scalfito niente.
Seconda cosa: il filo tra Cicerelli e Coda. Cicerelli ha servito Coda al 28', ha segnato il 4-0 al 62' su assist proprio di Coda, ed è tornato a servire al 75' per il gol di Liguori. Sono tre dei sei gol in cui compare il suo nome, e Coda è dentro a tre dei sei tra reti e assist. Qui sta la squadra che gira: non un episodio, ma due giocatori che si trovano a ogni fase della gara, dal primo tempo fino alla ripresa.
Leggi anche Ierardi e la panchina giusta: cosa ha deciso Casertana-Catania
Terza cosa: la panchina. Caturano e Liguori sono entrati al 64'. Il rigore di Caturano è arrivato al 71', sette minuti dopo il suo ingresso, e Liguori ha segnato al 75', undici minuti dopo. Dal 62' al 75' sono arrivati tre gol in tredici minuti, e due sono di chi era appena entrato. Longo ha letto il momento giusto: sul 4-0 ha cambiato per tenere la partita aperta in avanti, non per gestirla, e i cambi hanno pagato subito.
E dietro? Il 6-0 non ha cancellato il lavoro della difesa: il Giugliano ha tirato 10 volte, 3 nello specchio, ha battuto 5 corner contro i 3 del Catania, e i tre tiri in porta sono finiti tutti nelle parate di Dini. Una porta inviolata contro un avversario che ci ha provato. Vale la pena segnarlo, perché dopo Potenza era anche questa la domanda sulla tenuta. Il resto è una gara in cui il Catania ha avuto il 64% del possesso e lo ha speso bene. Il metro di giudizio resta lo stesso di sempre: era una partita da vincere, e si è vinta senza lasciare dubbi.




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.