Il Catania vince in rimonta, ma a decidere è la panchina di Longo
Sotto con Zunno al 14', il Catania ribalta il Crotone con due subentrati di lusso: ma la squadra titolare di Longo ha retto solo un tempo.

Il Catania va sotto in casa al 14', gol di Zunno, e per quasi un'ora non trova la via per ribaltarla: ci riesce solo nel finale, con Insigne al 69' e Coda su rigore al 90'. Vincere soffrendo di nuovo in avvio, in casa, contro un Crotone di pari blasone, racconta già da solo quanto manca ancora a questa squadra per imporsi partita dopo partita invece di inseguire sempre.
La scelta che cambia la partita arriva all'intervallo, non a freddo in panchina: quattro cambi insieme, Coda per Bruzzaniti, Insigne per Cavuoti, Caligara per Quaini, Cabianca per Di Gennaro. Fra gli usciti ci sono anche i due ammoniti del primo tempo, Quaini al 39' e Cavuoti al 42': Longo toglie dal campo chi rischiava il secondo giallo e rimescola l'attacco in un colpo solo. È una mossa radicale per una squadra scesa in campo, secondo le formazioni ufficiali, invariata rispetto alla vittoria di Casertana: vuol dire che il piano iniziale non reggeva, e a risolverla è stato il cambio, non la gara preparata in settimana.
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Sono infatti due di quei subentrati a decidere: Insigne al 69' su assist di Masciangelo, Coda dal dischetto al 90'. I numeri confermano da dove è arrivata la spinta: 25 tiri contro 12, 9 nello specchio contro 5, 8 corner contro 3, possesso al 56%. Ma il 3-6 nelle parate, a sfavore del Catania, dice anche che il Crotone ha retto a lungo grazie al portiere, non perché la partita fosse equilibrata: senza quegli interventi il 2-1 sarebbe arrivato con più comodo anticipo.
Resta il quadro di classifica, che la vittoria aggiusta ma non cambia: nono posto, 10 punti in 7 gare, quattro risultati utili di fila ma sei lunghezze da Bari e Potenza, appaiate in testa a quota 16. Per una squadra che deve puntare alla promozione diretta, vincere in rimonta col Crotone è un punto guadagnato, non un segnale di svolta: si misura sulla distanza, non su una serata.
Sul banco degli imputati resta Longo, diviso fra chi gli riconosce il coraggio di un intervallo giocato con quattro cambi insieme e chi si chiede perché la squadra schierata invariata da Casertana sia andata di nuovo sotto in casa prima di trovare la reazione. Stasera ha vinto la seconda lettura: la panchina ha risolto quello che il campo non stava risolvendo. Ad Altamura, fra otto giorni, si capirà se è stata la scintilla giusta o solo una serata in cui i cambi hanno coperto un problema destinato a ripresentarsi.




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