Al Massimino l'applauso finale va anche al Crotone
Dopo il 2-1 firmato Insigne e Coda, i tifosi rossazzurri non hanno riservato la standing ovation solo alla squadra di Longo: un pensiero è andato anche agli ospiti, che nel primo tempo avevano messo in difficoltà il Catania.

Al triplice fischio di sabato sera il Massimino non si è fermato a festeggiare il 2-1 sul Crotone: gli applausi sono arrivati anche per i calciatori ospiti, protagonisti di una partita giocata con personalità e capaci di creare più di un problema ai rossazzurri, soprattutto nel primo tempo.
Il motivo è scritto nel punteggio prima che venisse ribaltato: il Crotone era passato in vantaggio con Zunno al 14', e per un tempo intero ha tenuto in apprensione un Massimino abituato a ben altro andamento. La rimonta è arrivata solo nella ripresa, con il gol di Insigne al 69' e il rigore di Coda al 90', il quarto risultato utile consecutivo per la squadra di Longo.
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Non è successo con qualsiasi avversario, e la piazza lo sa: tra le due tifoserie esiste un legame che nel Girone C, fatto perlopiù di rivalità di provincia, è un'eccezione tenuta viva da venticinque anni, nata nel 2001 da un lutto condiviso. È anche per questo che il rispetto per chi ha appena provato a far male al Catania non è sembrato fuori luogo a chi lo ha tributato dagli spalti.
Eppure vale la pena fermarsi su questo gesto, perché non è la normalità di questa piazza: il Catania pretende la promozione diretta, non i playoff, e contro le squadre di provincia non esistono pareggi o sconfitte accettabili, figuriamoci applausi per chi prova a complicargli la serata. Ma il Crotone, nella gerarchia non scritta del girone, sta dalla parte dei grandi — Bari, Salernitana, Cosenza, Foggia — e il Massimino lo ha trattato di conseguenza: un riconoscimento a chi se lo merita, non una concessione a chi si accontenta della categoria.
È un dettaglio che dice qualcosa anche sulla squadra di Longo, costretta a soffrire un primo tempo complicato prima di issarsi al quarto posto con 13 punti dopo otto giornate. Un pubblico che sa distinguere un avversario vero da una pratica da archiviare in fretta è lo stesso che, test dopo test, continua a misurare sé stesso più che gli altri.
Prossimo banco di prova domenica 11 ottobre, ad Altamura: lì il Massimino non ci sarà, e di sicuro non ci saranno applausi da regalare a prescindere.
Fonte: TuttoCalcioCatania



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