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Di Rocco, ex di Catania e Crotone: «Vedo un Catania all'altezza della situazione. Insigne e Coda devono essere il motore»

Ha difeso le maglie di Crotone e Catania. Ora promuove la squadra di Longo, chiede di sistemare il Football Video Support e affida l'attacco a Insigne e Coda. Dopo il 2-1 di Potenza, però, il suo «all'altezza» va verificato domenica contro il Giugliano.

Di Rocco, ex di Catania e Crotone: «Vedo un Catania all'altezza della situazione. Insigne e Coda devono essere il motore»
Di Rocco, ex di Catania e Crotone: «Vedo un Catania all'altezza della situazione. Insigne e Coda devono essere il motore» — Grafica Arena Catania

Catania e Crotone hanno in comune un pezzo di carriera di Di Rocco, difensore che ha giocato in entrambe le squadre. Il suo giudizio sul Catania di oggi è netto: «Vedo un Catania all'altezza della situazione». Sul campo le due squadre si sono già affrontate in questa stagione. Catania-Crotone è finita 2-1 per i rossazzurri ed è stata una delle cinque partite consecutive senza sconfitte, interrotte sabato al Viviani.

La carriera di Di Rocco spiega perché la sua opinione conta. Esordì giovanissimo nel Napoli di Maradona, nella stagione 1988-89 in cui i partenopei vinsero la Coppa UEFA. Poi quattro campionati con l'Ascoli, con una promozione in Serie A, e ancora Torres, Nocerina e Crotone. A Catania arrivò nel novembre 2000 dalla Cavese e partecipò a un'eroica rimonta. Il legame tra le due piazze va oltre la sua storia personale: le tifoserie di Catania e Crotone sono amiche dal 2001, e il Crotone l'ha allenato anche Emilio Longo.

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Il FVS e l'attacco

Il passaggio più delicato riguarda il Football Video Support, che secondo Di Rocco è un «meccanismo da oleare». La piazza ne parla da sabato. A Potenza il rigore del 2-1, trasformato da Castorani al 66', è stato assegnato dopo un controllo al FVS sul contatto tra Bruzzaniti e Loiacono. Al 37' era stato annullato un gol a Cicerelli. Un ex che chiede di mettere a punto lo strumento dice quello che pensano in molti. Nelle sedi ufficiali, però, la società non ha ancora preso una posizione nota.

Poi c'è l'indicazione tecnica: «Insigne e Coda devono essere il motore della squadra». Sono arrivati entrambi il 5 settembre per alzare il livello là davanti. Coda è il riferimento offensivo. Longo ha schierato Insigne da trequartista sia ad Altamura sia a Potenza. Il punto è proprio questo. Al Viviani il Catania ha avuto il 56% del possesso, ma le occasioni più pulite sono state del Potenza, e Dini è dovuto intervenire due volte su Selleri. Se il motore deve essere quella coppia, a Potenza non ha girato. Davanti alla porta abbiamo avuto il pallone ma non le occasioni.

Qui ci permettiamo di non essere del tutto d'accordo con l'ottimismo di Di Rocco. Una squadra all'altezza della situazione non arriva a dieci giornate con quattro sconfitte e nove punti dal Potenza capolista. Oggi il Catania è quinto con 16 punti, dietro anche al Cerignola, a 17. «All'altezza» può valere per la rosa, e su questo ha parlato in tanti in questi giorni. Per i risultati non basta ancora. A rispondere devono essere le scelte di Longo e chi va in campo, non le dichiarazioni.

La prima verifica arriva domenica 25 ottobre alle 15 allo Stadio Angelo Massimino contro il Giugliano, quindicesimo con 10 punti. Arbitra Di Mario di Ciampino. Se Insigne e Coda devono trascinare la squadra, è la partita giusta per farlo vedere.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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