Lunedì 26 ottobre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi rossazzurri
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Oltre 16mila al Massimino per l'elefantino: la festa è stata anche un 6-0

Il ritorno dello stemma storico ha riempito lo stadio di cori, bandiere e striscioni, e la squadra ha risposto con sei gol al Giugliano. Sabato a Cerignola si capisce se il Catania sa vincere anche lontano da casa.

Stadio Angelo Massimino 10- TerrenoDiGioco
Stadio Angelo Massimino 10- TerrenoDiGioco — Foto: Supergaefs · CC BY-SA 4.0

Oltre 16mila persone al Massimino, e non per una partita qualsiasi. Domenica si è celebrata una giornata che con la classifica c'entrava solo in parte: il ritorno dello stemma con l'elefantino e lo scudetto rossazzurro, aggiudicato al Catania FC il 22 ottobre all'asta telematica del Tribunale di Catania per 250mila euro, a fronte di una base d'asta di 55mila. Cori, bandiere e striscioni hanno accompagnato la festa, e il 6-0 al Giugliano l'ha resa piena.

I sei gol sono arrivati da cinque marcatori. Cavuoti ha aperto all'8', poi Coda ha firmato la doppietta al 28' e al 34', Cicerelli ha segnato al 62', Caturano ha trasformato un rigore al 71' e Liguori ha chiuso al 75' con il suo primo gol in rossazzurro. Tre reti entro il 34' hanno tolto alla partita ogni dubbio, e in un giorno così non era scontato. Quando si carica una gara di simboli, la paura di sbagliare può pesare più dell'avversario.

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Del resto lo ha detto lo stesso Longo: per circa 15 minuti dopo l'1-0 ha visto «una certa paura nel legittimare il risultato», prima che il secondo gol liberasse la squadra. È un dettaglio che vale quanto il punteggio. La festa dell'elefantino non ha risolto i problemi della squadra. Li ha solo coperti per una domenica, e per fortuna il campo ha dato ragione a chi sperava.

La festa e la misura

Anche la Curva Nord, quando il marchio è tornato al club, ha riconosciuto alla società di aver mantenuto la promessa, avvertendo però di non lasciarsi andare all'esaltazione. Condividiamo l'avvertimento. Il logo è un bene enorme per questa piazza, che dopo il fallimento del 2021-22 e la ripartenza dalla Serie D ha buone ragioni per tenere ai propri simboli. Ma lo stemma non vale punti, e a Cerignola nessuno ce li regalerà. Lo dice la classifica: siamo quarti con 19 punti, a -1 dal Sorrento, a -2 dal Bari e a -7 dal Potenza capolista, con quattro squadre in sette punti in testa.

La domanda che ci portiamo al bar, quindi, non riguarda la festa ma la strada. In casa la risposta è arrivata, fuori l'ultimo esame è stato il 2-1 di Potenza del 17 ottobre, un ko che a questo punto va chiuso con una vittoria vera. Sabato 31 ottobre alle 14:30 al Campo Comunale Domenico Monterisi c'è il Cerignola, sesto con 17 punti, due in meno di noi. Se il Catania di domenica sa essere questo anche senza il Massimino intorno, il discorso cambia davvero.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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